Stiamo chiusi in casa con i nostri pensieri. Cosa c’é di peggio?
Siamo senza stimoli esterni e la mente prende spazio nella realtà. E ne fa quello che vuole. E cambia la realtà a seconda dell’umore, delle nostre paure, che sono più forti delle nostre speranze. Cosa c’è di peggio?
Nel silenzio si sentono solo le ambulanze che corrono, le campane che suonano a morto, i telegiornali che rilasciano i loro bollettini. Dove crediamo che vada la mente?
La mente conferma sé stessa. Ma anche il corpo, lo fa. Cominci a parlare dell’influenza e te la senti addosso, come tutte le volte che qualcunoo ti ha parlato di una qualche patologia, la tua mente te la fa sentire addosso. Almeno una volta, tutti quanti, abbiamo sfogliato un’enciclopedia medica scoprendo di avere i sintomi di tutto quello che leggevano. Comparivano così, magicamente, e in ordine alfabetico.
Certo, il momento è drammatico. Bisogna stare attenti, soprattutto nel proteggere le persone che sono più deboli, che già sono fiaccate da una condizione clinica problematica, ma se ci abbattimo troppo, se il nostro umore precipita troppo in basso, (la mente conferma sè stessa, così come lo fa il corpo), il nostro sistema immunitario, già messo alla prova dal nostro sistema di vita, dall’inquinamento, dagli antibiotici, dalle polveri sottili, si abbaterà ancora di più, e ci ammaleremo. Però, tutti gli anni ci ammaliamo, non per forza di coronavirus. Esistono ancora le altre patologie, non è che il SAR-CoV 2 le abbia azzerate. Le ha azzerate solo per la nostra mente, ma ci sono ancora. Quindi, stiamo lontani dagli altri, soprattutto i più deboli, ma cerchiamo di stare un po’ su di morale, non aprimo noi stessi la strada a cose che ci possono ammalare indebolendoci con tristezza e negatività costante… I nostri animali ci aiutano a tenerci un po’ su di morale, ci fanno ridere, ci fanno tenerezza, ci stanno vicino e noi ne traiamo conforto.
Il nostro sistema immunitario non conosce questo tipo di influenza, è qualcosa di nuovo, bisogna che impari, è un’entità intelligente, ma gli servono energie e tempo per fare il suo lavoro, cerchiamo di dargli una mano. Ascoltiamo musica, magari quella classica, ogni tanto, con le cuffie, immergendoci in un mondo magico, almeno per qualche minuto al giorno. Facciamo la doccia fredda per svegliare il sistema immunitario e provare un forte piacere, quando riusciamo ad uscirne, con il fiato tagliato per lo shock, ma vivi (e tremanti).
Giochiamo con i nostri cani e gatti, anche fisicamente, facciamo la lotta…

Poi potremmo anche fare un’altra cosa, diamo da fare alla nostra mente, prima che prenda troppo spazio nella realtà, potremmo tenere una sorta di diario giornaliero, scriviamo quello che ci succede, quello che proviamo, riportiamo con esattezza – per quando possibile – le notizie che sentiamo, scriviamo il filo dei nostri pensieri. Possiamo scrivere anche a mano, impegna il cervello in modo differente dallo scrivere al computer, magari con quella Biro così famigliare, che usavamo al tempo della scuola. Per me la BIC, Ah, quanti tappini ho masticato mentre prendevo appunti a scuola – o pasticciavo sul quaderno –. Alle volte scrivo anche a macchina, ma questa è una mia passione…

Questo ci terrà impegnati creativamente e poi, quando tutto sarà finito, quando saramno passati anni, potremo ricordare, raccontare, ripensare a questi giorni allucinanti, dove tutta la nostra realtà, da un momento all’altro, è cambiata totalmente, in modo inaspettato.
E chi poteva immaginarselo?
Pensiamo solo a dicembre, appena passato, al Natale, mentre eravamo a pranzo con i nostri parenti, con i bambini che facevano casino intorno al tavolo, con gli addobbi sugli alberi e i presepe che canticchiavano con carillon natalizi, pensiamo ai brindisi, alla carta da pacco rossa, con i fiocchi di neve in rilievo, e i fili d’oro che li avvolgevano… chi l’avrebbe mai creduto che poche settimane dopo il mondo sarebbe sprofondato nel silenzio?
Abbiamo solo una possibilità: uscirne più forti.

DAL DIARIO DI
Luca Spennacchio