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	<title>Luca Spennacchio</title>
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	<description>Fotografo, blogger e , studioso di zooantropologia applicata alla pet pherapy, alla didattica , alla pet ownership e alla pet partnership.</description>
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		<title>Scuola per educatori cinofili Cinantropia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 18:33:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Dopo vent’anni e più di insegnamento pressto tutte le maggiori scuole per educatori e istruttori cinofili del paese, ho finalmente diciso di avviare una mia scuola per educatori cinofili, la Scuola Cinantropia che ha sede a Bolsena presso il centro cinofilo AgriDog di Fulvia Leoncini.<br />Il primo modulo di terrà a gennaio 2023, e non vedo l’ora di iniziare.<br />Ho radunato intorno a me docenti di prim’ordine, persone che conosco da anni e che hanno anni di espereienza in questo campo, che saranno docenti nei vari moduli di formazione, come David Morettini, Elisabetta Mariani, Simone Dalla Valle, Maria Chiara Catalani, e altri. <br />Il corso si compone di 15 moduli torico-pratici presso il l’AgriDog e diversi webinar d’integrazione e confronto, e terminerà a marzo 2024.<br />Sarà un percorso bellissimo, ma anche impegnativo, perché l’educatore cinofilo, almeno per come lo vedo io, è un lavoro molto complesso e articolato, è il lavoro più bello del mondo, e la formazione deve essere fatta a tutto tondo, a 360°.<br />La scuola collabora direttamente con la piattaforma <a href="https://www.dogdigitalacademy.it" target="_blank">DogDigitalAcademy</a> per i suoi contenuti on-line, piattaforma in continua crescita e ricca di contenuti, che ha dedicato una pagina proprio alla scuola <a href="https://www.dogdigitalacademy.it/cinantropia" target="_blank">Cinantropia</a>, dove troverai informazioni e contatti per ricevere il programma e il modulo per l’iscrizione nel caso fossi interessato.<br />.</p>
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		<title>La mia collaborazione con Kodami</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2021 07:19:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dalla fine del 2020 sono entrato a far parte del team di Kodami, una rivista online che si prefigge di parlare dei nostri amici animali con un taglio al quanto interessante. L’intenzione è quella di far arrivare al grande pubblico una ventata di cultura in modo coinvolgente, dinamico e assolutamente professionale.Sono lieto di farne parte, [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Dalla fine del 2020 sono entrato a far parte del team di <a href="https://www.kodami.it" target="_blank">Kodami</a>, una rivista online che si prefigge di parlare dei nostri amici animali con un taglio al quanto interessante. L’intenzione è quella di far arrivare al grande pubblico una ventata di cultura in modo coinvolgente, dinamico e assolutamente professionale.<br />Sono lieto di farne parte, rappresenta per me una sfida continua dato che da quasi vent’anni il mio lavoro consiste nel tenere lezioni e seminari rivolti però ad un pubblico professionale, educatori, operatori, istruttori cinofili, eccetera, e trovare le parole e gli argomenti che possano intriganti per il grande pubblico non è cosa per me facile.<br />Invito tutti a seguire questa pagina e, se vi fa piacere, metto qui il <a href="https://www.kodami.it/author/lspennacchio/" target="_blank">link dei miei contenuti</a>.</p>
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		<title>SO DI CANE 2021 – estetica e libertà</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 13:37:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Eccoci giunti ad una nuova edizione di SO DI CANE, la quale si terrà on-line, sulla piattaforma ZOOM, il 10 e 11 Aprile 2021. Quest’anno ci concentreremo su due aspetti che hanno molto a che fare con la cinoflilia a 360°, due tematiche che da lungo tempo premono per essere affrontate, analizzate e discusse, ossia: [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Eccoci giunti ad una nuova edizione di SO DI CANE, la quale si terrà on-line, sulla piattaforma ZOOM, il <strong>10 e 11 Aprile 2021</strong>. Quest’anno ci concentreremo su due aspetti che hanno molto a che fare con la cinoflilia a 360°, due tematiche che da lungo tempo premono per essere affrontate, analizzate e discusse, ossia: il concetto di <strong>ESTETICA</strong> e quello di <strong>LIBERTÀ</strong>.</p>
<p dir="auto">Questi due temi hanno diverse implicazioni in molti ambiti della cinofilia e della società nella quale cani e uomini si muovo da sempre. Sono due tematiche antiche, risalgono alla notte dei tempi, alla Grecia Classica, e hanno infinite sfaccettature.</p>
<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-06-alle-15.19.14.png" align="middle" width="600" height="216" class="aligncenter">
<p>Ecco perché Luca Spennacchio e Elena Garoni hanno pensato a questo interessante webinar, coinvolgendo più voci, che porteranno il loro contributo dalla prospettiva delle loro diverse discipline ed esperienze.</p>
<p dir="auto">I vari interventi seguono il “filo <strong>rosso</strong>” di queste due tematiche, <strong>estetica</strong> e <strong>libertà</strong>, senza avere la presetesa di esaurirle, naturalmente, ma per fornire spunti di riflessioni che certamente avranno un importante impatto sul prossimo futuro del lavoro in cinofilia. Per esempio sulle indicazioni da dare per la scelta del cane, che non si basino esclusivamente sul fattore estetico, o sulla gestione dei cani nei canili, con l’intento di poter fornire maggiore libertà agli individui ospiti, anche solo nella progettazione degli spazi, o nel training – nell’educazione e nell’istruzione di cani e proprietari – consentendo di strutturare programmi di lavoro che abbiano un <em>focus </em>maggiormente attento alla <strong>libera espressione</strong> e meno al mero <strong>controllo ossessivo</strong>. Ma questi sono solo esempi.</p>
<blockquote><p><em>Cos’è per noi la libertà? Qual è il suo costo? Come affrontiamo le nostre paure nella perdita di controllo? Quanto il parametro estetico influenza le nostre scelte e la nostra condotta, anche e sopratutto a livello inconscio? Quali basi biologiche hanno questi due elementi nelle specie animali non umane, che quindi ereditiamo dai nostri antenati?</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="auto">Se sei interessato a partecipare alle due giornate di conferenza e poter fruire poi della registrazione – che potrai guardare in un secondo momento, anche più volte – lascio qui il link per la compilazione del modulo d’iscrizione:<br /><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc59jfwd7NwIK3DIo2oAc1bvXRKz6YFKsRXUP1rgH5ZcQuupQ/viewform?pli=1" target="_blank">ISCRIZIONE</a></p>
<p dir="ltr">(se ti sei perso la prima edizioni del 2019 che si è concentrata sui temi del <u>randagismo</u>, sul fenomeno delle <u>staffette</u>, sulla psicologia nella relazione d’aiuto del <u>volontariato</u>, e tanto altro, ecco il link al <strong>libro</strong> tratto da quell’evento: <a href="https://amzn.to/343706t" target="_blank">SO DI CANE 2019</a>)</p>
<h1>I RELATORI 2021</h1>
<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-03-08-alle-11.50.43.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter">
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-03-08-alle-11.51.00.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-03-08-alle-11.51.06.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-03-08-alle-11.51.16.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-03-08-alle-11.51.22.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-03-09-alle-16.47.33.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-06-alle-15.25.00.png" align="middle" width="600" height="338" class="aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-06-alle-15.25.18.png" align="middle" width="600" height="337" class="aligncenter">
<p dir="ltr">Un evento che lascerà il segno, come accaduto per il precedente, che non si potrà ignorare nel prossimo futuro. Un punto dal quale partire con maggior consapevolezza&#8230; non mancare! </p>
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		<title>Un libro importante di Michele Minunno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 07:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2020/10/IMG_0788.jpg" align="middle" width="324" height="499" class="aligncenter">
<p dir="auto">Dieci anni fa dissi a Michele, durante una conferenza: “Devi assolutamente scrivere  un libro per metterci le tue osservazioni e studi sul comportamento del cane in libertà” e oggi è uscito “DAL COMPORTAMENTO PREDATORIO ALLA RELAZIONE” un libro che segnerà il punto sullo studio dell’etologia del cane grazie alla decennale esperienza di Minunno dello studio in campo, del suo bagaglio infinito di registrazioni, della sua capacità di leggere il comportamento nel dettaglio.<br />Vi lascio qui il link diretto al ibro: imperdibile!<br /><a href="https://amzn.to/2YeIFHP" target="_blank">https://amzn.to/2YeIFHP</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucaspennacchio.it/2020/06/un-libro-importante-di-michele-minunno/">Un libro importante di Michele Minunno</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucaspennacchio.it">Luca Spennacchio</a>.</p>
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		<title>SO di CANE: libro di Luca Spennacchio</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 13:30:19 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucaspennacchio.it/2020/05/so-di-cane/">SO di CANE: libro di Luca Spennacchio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucaspennacchio.it">Luca Spennacchio</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Nel 2019 ho organizzato una conferenza di due giornate, l’intento era quello di spostare l’asse della questione <em>randagismo</em> da un problema puramente sanitario e gestionale ad aspetti più sociali. Il fenomeno del randagismo è un fenomeno prettamente culturale (naturalmente anche economico, ma ancora una volta mi viene da dire che anche qui ci sono molte sfaccettature).<br />La conferenza prese il nome di “<strong><a href="https://www.milanonatura.it" target="_blank">SO di CANE</a></strong>”, un titolo suggeritomi involontariamente da un amico – che è poi stato anche uno dei relatori – <em>Davide Majocchi</em> (responsabile del canile di Gallarate, nonché regista del docufilm “<strong>NO PET</strong>”).<br />La vita mi ha portato tempo fa ad incontrare Davide, è nato tra noi un legame molto profondo di stima e amicizia, cosa della quale non smetterò mai di essere grato. Quel giorno ci trovavamo io, Davide, Elena Garoni e Michele Minunno (quello che ho detto in merito a Davide vale anche per loro due) intorno ad un tavolino in un parco, a bere una birra, e Davide disse: “Voglio fare ua maglietta con la scritta: SO DI CANE!”, siamo scoppiati tutti quanti a ridere. Geniale. Quanto c’è in quella semplice affermazione; quanto può rappresentare persone come noi che da una vita intera stiamo immersi nel mondo del cane tra canili, campi, scuole cinofile e, soprattutto, nelle nostre rispettive famiglie, dove il cane (o più cani contemporaneamente) sono sempre stati una presenza alquanto invadente e determinante nelle scelte di vita. Sì – inevitabilmente – io SO DI CANE: c’è sempre un peletto, una macchietta, un’impronta su di me, in un modo o nell’altro se si viene in contatto con uno di noi, si viene in contatto con il mondo del cane. E prima o dopo, come mi ha mostrato a chiare lettere la vita, chi sa di cane si incontra. C’è una sorta di calamita, e basta un minimo di attenzione intorno a sé, un pizzico di apertura mentale, e il gioco si fa da sé.</p>
<p dir="auto">Così dissi a Davide che trovavo geniale quella sua intuizione e che le magliette le doveva fare assolutamente. Ma gli chiesi anche il permesso di utilizzare quelle parole perché avevo in mente di organizzare una conferenza. Lui ne fu entusiasta.</p>
<p dir="auto">Insieme a Elena e Davide stilammo la lista di persone che reputavamo importanti per questo progetto e venne fuori la lista dei relatori. Michele Minunno non poté essere dei nostri a causa di innumerevoli impegni che già aveva calendarizzato tra conferenze e seminari in Italia e all’estero, ma era con noi, ci sosteneva, e per me questo fu importante. Ci siamo ripromessi che l’edizione successiva non sarebbe dovuto mancare (probabilmente aprile 2021).</p>
<p dir="auto"><strong>I RELATORI<br /></strong>Stabilii che il mio ruolo sarebbe stato quello dell’apripista, avrei con il mio intervento aperto le danze, scaldato i motori, per così dire. Avrei tracciato un solco intorno al quale gli altri relatori avrebbe portato le loro conoscenze e le loro storie. Il titolo del mio intervento: <strong>Cani, migranti involontari</strong>. Il tema trattato è quello delle “staffette”, fenomeno largamente diffuso, la cui origine si può far risalire all’avvento nel mondo animalista dei <em>Social Network</em>, soprattutto di <em>Facebook</em> e <em>Intagram</em>. Fenomeno che un paio di anni fa ha catturato la mia attenzione, mi ero reso conto che ne sentivo di tutti i colori e faticavo a farmi un’opinione chiara e definita (per questo invito anche a seguire i video-documentari sul mio canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCKnr7QWsUDOYNu6utckf3XQ" target="_blank">CANILE 3.0</a> dove se ne parla in varie interviste).<br /><em><br /><a href="https://www.dottori.it/gabriele-ferlisi-440087" target="_blank" title="">Gabriele Ferlisi</a></em>: ho incontrato il dottor Ferlisi anni fa, quando mi trovavo in Puglia per scattare delle fotografia ai cani sul territorio, per cogliere alcuni aspetti delle loro interazioni, immagini che poi sono state pubblicate dalla casa editrice TEA nei libri di <a href="https://amzn.to/36Fafln" target="_blank">Simone Dalla Valle</a> (amico e collega da anni). Avevo chiesto la collaborazione a Michele Minunno, esperto di studio e osservazione del comportamento del cane, per essere accompagnato dove poter incontrare i gruppi di cani. Tra una spedizione e l’altra seguii un paio di sue consulenze e fu proprio in una di queste che conobbi Ferlisi. Diventammo amici e partecipammo insieme ad un importante evento presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Bari. Mi sono detto: “Il suo contributo e le sue ricerche sono fondamentali per il nostro progetto”, e così l’ho chiamato subito per invitarlo. Il titolo del suo intervento è: <strong>La relazione d’aiuto: agire con consapevolezza. Motivazioni altruistiche ed egoistiche nella relazione con l’altro</strong>.</p>
<p dir="auto"><a href="https://amzn.to/2TSm7eC" target="_blank">Raffaele Mantegazza</a>: parlando saltò fuori il nome del professor Mantegazza. Elena Garoni mi disse che lo aveva conosciuto, entrambi erano stati invitati a tenere una breve conferenza in quel di Genova. “È una persona eccezionale!” Mi disse, e tanto bastava per convincermi a contattarlo – grazie Elena, ti sono infinitamente grato anche per questo incontro! Andai a rovistare nella mia memoria perché quel nome non mi era affatto nuovo, ci misi poco a ricordare il perché lo avevo già sentito, e la risposta era – come molto spesso accade – nella mia libreria. Avevo ben due titoli che portavano il suo nome in copertina, letti – e apprezzati moltissimo – anni addietro. Ah, gli andirivieni della vita! (<a href="https://amzn.to/2TSm7eC" target="_blank">Qui</a> il suo ultimo libro). Lo contattai e fu molto lieto di partecipare all’iniziativa, ci conoscemmo così di persona e ci fu subito un ottimo feeling tra di noi. Chiacchierammo un po’ in merito al rapporto tra educazione dei giovani e gli animali. Era nata un’amicizia che spero tanto la vita mi consenta di coltivare. Il titolo del suo splendido intervento: <strong>Dare voce ai senza voce: perché occuparsi della natura ferita?</strong></p>
<p dir="auto"><a href="https://amzn.to/36Fg7Ls" target="_blank">Sara Turetta</a>: Quando penso al coraggio, alla passione e alla perseveranza mi viene in mente il suo nome. Non ci eravamo mai incontrati prima della conferenza ma conoscevo il suo lavoro, conoscevo naturalmente <em><a href="https://amzn.to/3erXKvW" target="_blank">Save the Dogs and Other Animals</a></em>, un’impresa titanica per una sola persona, un progetto concreto che è lì a testimoniare che “È davvero possibile!”. Non potevo non invitare Sara alla prima edizione di SO DI CANE, sarebbe mancato qualcosa di fondamentale. Il suo è uno di quegli interventi che ti lasciano a bocca aperta, che ti mettono a dura prova, raccontato con tanta genuinità e senza fronzoli inutili. Concreto. Duro. Perché la vita sa essere dura, ma certe persone sanno essere anche più dure della vita. Il suo racconto intimo ha molto da insegnare e da far riflettere sul ruolo di ognuno nel mondo. Sono certo che le sue parole, la sua voce, mi resteranno impresse nella mente per molto, molto tempo e spero sappiano ispirare il lettore così come ispirano me. Il titolo del suo intervento: <strong>Save the Dogs: 16 anni di un progetto integrato di contrasto al randagismo nel Sud-Est della Romania</strong>.</p>
<p dir="auto"><a href="https://amzn.to/36Fg7Ls" target="_blank">Dott.ssa Elena Garoni</a>: non posso scrivere qui cosa mi lega a lei, potrei scriverci un libro. Ci siamo conosciuti quasi vent’anni fa. Veniamo tutti e due dal canile, e ancora oggi ci siamo dentro fino al collo, in modo diverso, ma sappiamo ancora di cane. Elena è parte di una sorta di famiglia e il suo lavoro e la sua professionalità sono un pilastro centrale nell’anima di questo progetto. È un medico veterinario comportamentalista, capace, di grandissima esperienza e grande sensibilità. Nel suo lavoro quotidiano nell’aiutare i cani in difficoltà si è resa conto di un grande cambiamento, ad un certo punto i conti non tornavano più come prima. Si è messa in discussione, si è messa a studiare ancora una volta e ha seguito il suo intuito. Il suo intervento lancia una sfida al mondo accademico, al mondo scientifico: “C’è qualcosa di nuovo qui che dobbiamo capire meglio, e forse dovremmo rivedere alcune delle nostre convinzioni&#8230;” Il suo intervento si intitola: <strong>Verso nord: da cane libero a paziente psichiatrico</strong>.<br />(<a href="https://amzn.to/3erXKvW" target="_blank">Qui il suo libro</a>)</p>
<p dir="auto"><a href="http://www.missionrabies.com" target="_blank">Davide Majocchi</a>: ho già detto di lui. Ma non mi basta. Il caso della vita ci ha fatto incontrare anni fa. Mi ha contattato, voleva che scrivessi un pezzo per una rivista antispecista. Accettai di buon grado, poi, per anni, non ci incontrammo più. Ci ritrovammo in canile, ed era come se ci conoscessimo da un tempo infinito. Credo che Davide sia una tra le persone più sensibili che io conosca, dalla vita carambolesca, molto lontana dalla mia, ma verso la quale provo un grande fascino. Davide è uno che sa ascoltare, e lo fa con molta concentrazione, dando importanza ad ogni parola che uno gli dice, con rispetto e genuino interesse. Ma sa anche raccontare. Mai superficiale, sempre “dentro” le cose. Quando mi raccontò del suo viaggio in Africa con <a href="http://www.missionrabies.com" target="_blank">Mission Rabies</a> rimasi a bocca aperta. Io che non amo molto viaggiare ho viaggiato sulle sue parole. Mi invitò presso la sede della sua associazione (<a href="https://www.facebook.com/pages/category/Nonprofit-Organization/Lunacorre-226851717693207/" target="_blank">Lunacorre</a>) per una serata nella quale proiettava le immagini di quel viaggio e raccontava le sue sensazioni e suggestioni quasi ancestrali che lo avevano così tanto toccato. Eravamo parecchi ad ascoltarlo, e ci emozionammo tutti. Un viaggio che ci riporta alle origini, che ci fa riflette sulla possibilità drammatica di avere forse perso molto della naturalità del rapporto con il cane, nostro compagno millenario. Il suo intervento: <strong>Afri-cani: in missione contro la rabbia nei villaggi tanzaniani</strong>.</p>
<p dir="auto"><a href="https://amzn.to/3gwTBZP" target="_blank">David Morettini</a>: conosco David dal 2006, a quel tempo si stava formando professionalmente presso una scuola nella quale insegnavo, la SIUA del dottor Roberto Marchesini. Molti anni dopo mi confessò che lo ispirai a frequentare il canile e da allora è diventato un grande esperto e un professionista coi fiocchi. Siamo amici da moltissimi anni ma ci frequentiamo poco, troppo poco, a causa dei nostri molteplici impegni lavorativi, che si sovrappongono sempre. Anche se a distanza ho seguito con molto interesse il suo lavoro, i suoi progressi e le sue iniziative. Sapevo che da qualche tempo portava in giro una conferenza che aveva come <em>focus</em> il fenomeno delle “staffette”. A quel tempo, parlo del 2016, cominciavo anche io ad interessarmene – come detto – e ardevo dalla voglia di seguire un suo seminario, ma non riuscivo a far coincidere il mio calendario con il suo. Alla fine, esasperato, lo chiamai direttamente e riuscimmo ad incontrarci. Seguì puoi un mio passaggio a Firenze, di rientro da un seminario a Roma, nel quale avemmo modo di approfondire il suo lavoro e le sue considerazioni. Fu da lì che mi entrai veramente in questo tema che ancora oggi mi impegna, e che lo farà – penso – per molto tempo ancora. Riuscii ad invitarlo alla conferenza, e non fu cosa facile, ma ci lega un profondo affetto e il suo desiderio di partecipare gli fece superare gli impedimenti. La sua esposizione è quella famosa conferenza che porta in giro da anni, alla quale non avevo mai assistito di persona, ma che ormai conoscevo per filo e per segno: <strong>Cani in transito o transito di cani?<br /></strong><br /><a href="https://www.canieumani.it/home/categories/diana-letizia" target="_blank">Diana Letizia</a>: tenni una lezione presso un corso per educatori cinofili organizzato da <a href="https://www.genovabdog.it/cv-valentina-biedi" target="_blank">Valentina Biedi</a>, un’istruttrice di Genova con la quale avevo già collaborato in passato. Tra gli allievi conobbi Diana, che catturò la mia attenzione con i racconti dei suoi viaggi in Marocco, prima con <a href="https://www.genovabdog.it/cv-valentina-biedi" target="_blank">Stray Dog International Project</a>, poi in modo indipendente accompagnata dall’amica Valentina Biedi. Mentre acquisiva competenze come educatrice cinofila poteva osservare anche con occhio giornalistico esperto quello che le accadave davanti. Ero estremamente interessato ai suoi racconti, e lo sono tutt’ora. È nata anche con lei una bella amicizia, aperta, sincera e con la voglia di capire e raccontare nella piena condivisione delle esperienze, senza ombre, con schiettezza e passione palpabile. La sua professionalità ed esperienza avrebbe portato al progetto di SO DI CANE una fetta di realtà importantissima, quella del mondo dell’informazione, dei giornali, quelli veri, e degli anfratti del web che possono trarre in inganno e distorcere gli eventi per assecondare, alle volte, il bisogno delle persone di sentire, più che di sapere. Il suo intervento svela alcuni aspetti del mondo della notizia che possono essere molto utili per mantenere lucidità di fronte alle narrazioni che si affollano ovunque, che possono confonderci e farci perdere la bussola. Costruirsi un’opinione su qualcosa richiede impegno e la capacità di sapersi districare in quel mondo complesso, ma alle volte non basta, bisogna alzarsi e partire. Proprio quello che a fatto lei e volevo che venisse a raccontarcelo. Il suo intervento: <strong>Raccontare le storie di cani e umani</strong>.<br />(<a href="https://amzn.to/3gwTBZP" target="_blank">Qui un suo romanzo</a>)</p>
<p dir="auto">Tutto questo è diventato un libro che consente a chi non ha potuto partecipare a quell’evento di poter “ascoltare” le parole di queste fantastiche persone</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B088JNWXX5&amp;linkId=5e28c49888d7532c5af2b90d78d9f677"></iframe></div>
<p dir="auto">C’è ancora una persona che voglio assolutamente citare, che è stata la spina dorsale dell’organizzazione concreta dell’evento, della conferenza, che si tenne ad Assago il 13 e 14 luglio 2019. Una persona alla quale sono molto affezionato, che sa incoraggiarmi con la sua concretezza e con la sua capacità di far fronte alle difficoltà con estrema lucidità e spirito pratico. Giulia Pracchini è una cara amica, che ha fondato <a href="https://www.milanonatura.it/" target="_blank">Milano Natura</a> e che sa coniugare il suo amore per la vita – in tutte le sue forme – e la divulgazione. Senza il suo impegno tutto questo non sarei riuscito ad organizzarlo.</p>
<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2020/05/IMG_0773.jpg" align="middle" width="2047" height="880" class="aligncenter">
<p dir="auto">Spero che questo mio ultimo lavoro vi interessi e vi possa ispirare, e magari vi dia nuovi strumenti per potervi fare un’opinione vostra su qualcosa di grande e complesso che ci riguarda un po’ tutti quanti, noi appassionati di cani e umani.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B088JNWXX5&amp;linkId=5e28c49888d7532c5af2b90d78d9f677"></iframe></div>
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		<title>22 MARZO 2020: CORONAVIRUS DIARY</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 11:42:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Stiamo chiusi in casa con i nostri pensieri. Cosa c&#8217;é di peggio?Siamo senza stimoli esterni e la mente prende spazio nella realtà. E ne fa quello che vuole. E cambia la realtà a seconda dell&#8217;umore, delle nostre paure, che sono più forti delle nostre speranze. Cosa c&#8217;è di peggio?Nel silenzio si sentono solo le ambulanze [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Stiamo chiusi in casa con i nostri pensieri. Cosa c&#8217;é di peggio?<br />Siamo senza stimoli esterni e la mente prende spazio nella realtà. E ne fa quello che vuole. E cambia la realtà a seconda dell&#8217;umore, delle nostre paure, che sono più forti delle nostre speranze. Cosa c&#8217;è di peggio?<br />Nel silenzio si sentono solo le ambulanze che corrono, le campane che suonano a morto, i telegiornali che rilasciano i loro bollettini. Dove crediamo che vada la mente?<br />La mente conferma sé stessa. Ma anche il corpo, lo fa. Cominci a parlare dell&#8217;influenza e te la senti addosso, come tutte le volte che qualcunoo ti ha parlato di una qualche patologia, la tua mente te la fa sentire addosso. Almeno una volta, tutti quanti, abbiamo sfogliato un&#8217;enciclopedia medica scoprendo di avere i sintomi di tutto quello che leggevano. Comparivano così, magicamente, e in ordine alfabetico.<br />Certo, il momento è drammatico. Bisogna stare attenti, soprattutto nel proteggere le persone che sono più deboli, che già sono fiaccate da una condizione clinica problematica, ma se ci abbattimo troppo, se il nostro umore precipita troppo in basso, (la mente conferma sè stessa, così come lo fa il corpo), il nostro sistema immunitario, già messo alla prova dal nostro sistema di vita, dall&#8217;inquinamento, dagli antibiotici, dalle polveri sottili, si abbaterà ancora di più, e ci ammaleremo. Però, tutti gli anni ci ammaliamo, non per forza di coronavirus. Esistono ancora le altre patologie, non è che il SAR-CoV 2 le abbia azzerate. Le ha azzerate solo per la nostra mente, ma ci sono ancora. Quindi, stiamo lontani dagli altri, soprattutto i più deboli, ma cerchiamo di stare un po&#8217; su di morale, non aprimo noi stessi la strada a cose che ci possono ammalare indebolendoci con tristezza e negatività costante&#8230; I nostri animali ci aiutano a tenerci un po’ su di morale, ci fanno ridere, ci fanno tenerezza, ci stanno vicino e noi ne traiamo conforto.<br />Il nostro sistema immunitario non conosce questo tipo di influenza, è qualcosa di nuovo, bisogna che impari, è un&#8217;entità intelligente, ma gli servono energie e tempo per fare il suo lavoro, cerchiamo di dargli una mano. Ascoltiamo musica, magari quella classica, ogni tanto, con le cuffie, immergendoci in un mondo magico, almeno per qualche minuto al giorno. Facciamo la doccia fredda per svegliare il sistema immunitario e provare un forte piacere, quando riusciamo ad uscirne, con il fiato tagliato per lo shock, ma vivi (e tremanti).<br />Giochiamo con i nostri cani e gatti, anche fisicamente, facciamo la lotta&#8230;</p>
<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2020/03/FullSizeRender.jpg" align="middle" width="1000" height="750" class="aligncenter">
<p dir="auto">Poi potremmo anche fare un&#8217;altra cosa, diamo da fare alla nostra mente, prima che prenda troppo spazio nella realtà, potremmo tenere una sorta di diario giornaliero, scriviamo quello che ci succede, quello che proviamo, riportiamo con esattezza &#8211; per quando possibile &#8211; le notizie che sentiamo, scriviamo il filo dei nostri pensieri. Possiamo scrivere anche a mano, impegna il cervello in modo differente dallo scrivere al computer, magari con quella Biro così famigliare, che usavamo al tempo della scuola. Per me la BIC, Ah, quanti tappini ho masticato mentre prendevo appunti a scuola – o pasticciavo sul quaderno –. Alle volte scrivo anche a macchina, ma questa è una mia passione…</p>
<p><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2020/03/FullSizeRender-2_2.jpg" align="middle" width="1000" height="750" class="aligncenter">
<p dir="auto">Questo ci terrà impegnati creativamente e poi, quando tutto sarà finito, quando saramno passati anni, potremo ricordare, raccontare, ripensare a questi giorni allucinanti, dove tutta la nostra realtà, da un momento all’altro, è cambiata totalmente, in modo inaspettato.<br />E chi poteva immaginarselo?<br />Pensiamo solo a dicembre, appena passato, al Natale, mentre eravamo a pranzo con i nostri parenti, con i bambini che facevano casino intorno al tavolo, con gli addobbi sugli alberi e i presepe che canticchiavano con carillon natalizi, pensiamo ai brindisi, alla carta da pacco rossa, con i fiocchi di neve in rilievo, e i fili d&#8217;oro che li avvolgevano&#8230; chi l&#8217;avrebbe mai creduto che poche settimane dopo il mondo sarebbe sprofondato nel silenzio?<br />Abbiamo solo una possibilità: uscirne più forti.</p>
<p dir="auto">DAL DIARIO DI<br />Luca Spennacchio</p>
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		<title>IL CANE A 360° traduzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 10:32:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non è stata una cosa facile, per nulla, ma alla fine s’è fatta. Oggi il libro “IL CANE A 360° – Un ponte tra Scienza e Cinofilia”, oltre che in italiano (https://amzn.to/2HT9QjF), è tradotto in altre due lingue: in inglese (https://amzn.to/37Xzluw) e in spagnolo (https://amzn.to/2v2UfeF). È proprio in occasione di quest’ultima traduzione, grazie all’amica e [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Non è stata una cosa facile, per nulla, ma alla fine s’è fatta. Oggi il libro “IL CANE A 360° – Un ponte tra Scienza e Cinofilia”, oltre che in italiano (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Famzn.to%2F2HT9QjF%3Ffbclid%3DIwAR3VBUcu2-HiiI-TeNLMJJe1x5rMOEqaeUA4ExBvgg0xk7sH3Xb9QcUXKOQ&amp;h=AT1WojpytLPp7dDIUrGmwroyMmCCumMX99O7PmOa8peXeL4Sgh3yZZZ5FbNorgoVrE2jJ4QHtCBdrFL1sffSDwNHhFiFQkB1bBNdVsaXw34TWUvWzXWinL1lOST9s4QjGQQQPNfB" target="_blank">https://amzn.to/2HT9QjF</a>), è tradotto in altre due lingue: in inglese (<a href="https://amzn.to/37Xzluw?fbclid=IwAR0_qCjeo6YH9Qk4WV_aNNY5ZcI4uJaCg1VHJIDgIklBygu0wxTrNp34SR8" target="_blank">https://amzn.to/37Xzluw</a>) e in spagnolo (<a href="https://amzn.to/2v2UfeF?fbclid=IwAR27IjcnMxXwG2J6QgP0lKT5PU8NDsiLrDFm0p_I9yHDbUrYinVeDZyWFGs" target="_blank">https://amzn.to/2v2UfeF</a>).</p>
<p dir="auto">È proprio in occasione di quest’ultima traduzione, grazie all’amica e collega Lorenza Grandori, che ho pensato di fare questa nota.Come molti sanno questo libro riporta le parole di ricercatori italiani che, nel 2018, si sono riuniti a Milano su richiesta mia e di Eleonora Mentaschi, per raccontare il loro lavoro, le loro ricerche, sul cane.Ho ritenuto molto importante dare il via a questa iniziativa – che si ripeterà tra pochissimo ad Assago (MI) – per creare un legame sempre più vivo tra chi il cane lo studia e chi con il cane ci lavora. Ritengo che i primi fruitori delle nuove scoperte debbano proprio essere gli appassionati e i professionisti del settore.Ecco quindi che ho riportato su carta quell’evento di 16 ore di relazioni estremamente interessanti al fine di diffondere quanto più possibile le parole di queste persone, che hanno dedicato allo studio e alla conoscenza del cane in ambito scientifico tutta la vita.</p>
<p dir="auto">NOTA: se vuoi informazioni sul prossimo evento: <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.scoprireilcane.it%2F%3Ffbclid%3DIwAR2IjACEaQz7ouYAvBoturi_FxeG-2NtbM1SX_xNgQDoWYnDVm9ZoWAPC18&amp;h=AT2xykp3zgex8lFxzN9Jm291PmqzM5KE6B-YJdPcsDZGxshtFBhVWOZ6rYy-hdTwNmekWxfn3VmnAfGVgYulb0V4KAPPbm7rJKj7DZIqKHzV7HmT3Cm9wyuuJA2kul-X7GJq2GYB" target="_blank">www.scoprireilcane.it</a> – il tempo stringe però, le iscrizioni si chiuderanno presto!</p>
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		<title>Libri consigliati da L. Spennacchio</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 11:46:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Eccoci arrivati alla pausa estiva, alla calda pausa estiva, e dato che molti mi scrivono per chiedermi consigli su libri che ho letto e che hanno a che fare con il mondo del cane e degli animali in generale, ho deciso di rispondere a tutti pubblicandone un elenco, tra vecchi classici e nuovi. Sono libri [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Eccoci arrivati alla pausa estiva, alla <em>calda</em> pausa estiva, e dato che molti mi scrivono per chiedermi consigli su libri che ho letto e che hanno a che fare con il mondo del cane e degli animali in generale, ho deciso di rispondere a tutti pubblicandone un elenco, tra vecchi classici e nuovi. Sono libri che ho letto e che mi hanno fatto riflettere, mi hanno aiutato a capire o ad approfondire diverse tematiche, e non solo in merito al cane.</p>
<p>Farò in modo di aggiungere i link, dopo la sinossi, ad Amazon.it in modo da facilitarvi l’acquisto in caso foste interessati ad un titolo, ma nulla vieta che vi rechiate nella vostra libreria preferita o in una bella biblioteca. </p>
<p>Naturalmente parto dai <em>miei</em> libri, che spero abbiano una ancor più larga diffusione, mentre ne sto scrivendo altri, di cui vi parlerò più avanti.</p>
<p dir="ltr">Se avete già letto qualcuno di questi testi e volete condividere la vostra opinione commentando, oppure se avete deciso di acquistarne uno, fate poi sapere cosa ne pensate…</p>
<blockquote><p>La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre! A. Einstein</p></blockquote>
<p dir="ltr">Ultima cosa prima di cominciare la lunga carrellata di libri suggeriti da me. Vi metto qui il link per l’iscrizione gratuita a Kindle Unlimited, per 30 giorni potrete leggere eBook gratuitamente che aderiscono al programma, e sono davvero tantissimi. In sostanza, molti dei libri che seguono potete leggerli gratuitamente per tutto un mese, allo scadere del quale potete benissimo disdire il tutto, o abbonarvi al servizio. Cosa che naturalmente ho fatto per non andare in rovina totale con tutti i libri che acquisto in un anno… eccovi il link: <a href="https://www.amazon.it/kindle-dbs/hz/signup?tag=id_lucaspennac0e-21" target="_blank">KindleUnlimited</a></p>
<p>Ma bando alle chiacchiere, eccovi la lista di libri consigliati, non sono messi in alcun ordine, né di importanza né di gradimento da parte mia, li elenco così, man mano che mi vengono in mente:</p>
<p dir="auto"><strong>1. <u>CANILE 3.0 &#8211; Cani, persone e società</u><br /></strong>Da una vita trascorsa nei canili, prima come volontario, poi come educatore, infine come formatore nasce l&#8217;idea di mettere su carta il &#8220;canile che non c&#8217;è&#8221;: un modello ideale, ma assolutamente fattibile, che mette il benessere del cane e il reinserimento in società al centro di tutto, e si propone non più come &#8220;discarica&#8221; degli indesiderabili ma come motore di un cambiamento culturale e sociale che ridia al cane la dignità che merita. In parte manuale, in parte memoria autobiografica, in parte riflessione filosofica sul cane, questo libro ci conduce in un viaggio attraverso la realtà del canile, ma soprattutto all&#8217;interno della più stretta relazione tra l&#8217;uomo e un animale altro e, infine , nella mente stessa del nostro partner più antico: il cane.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B01LDGQ14I&amp;linkId=a99151dc1733d54bd12bf82be4e528c4"></iframe></div>
<p dir="auto"><u><strong>2. IL CANE A 360° &#8211; Un Ponte tra Sxienza e Cinofilia</strong><br /></u>Questo libro è il resoconto dettagliato — dalla viva voce dei relatori — del Primo Congresso Nazionale tenutosi a Milano (2018) dal titolo IL CANE A 360°. Ricercatori italiani si sono avvicendati sul palco per relazionare del loro lavoro, delle loro ricerche scientifiche, in merito al comportamento, la mente e l’etologia del cane. Nelle quasi 16 ore di relazione si sono toccati moltissimi argomenti, come: il confronto tra il cane e il lupo; la relazione uomo-cane oggi; il cucciolo e il suo sviluppo; il comportamento patologico, le emozioni primarie e secondarie, il cane libero sul territorio, eccetera.Un libro che racchiude lo stato dell’arte sugli studi condotti sul cane più recenti.</p>
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<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B07JZB8F7Z&amp;linkId=dbe1582a465537c78223e9a955338e64"></iframe></div>
<p dir="ltr"><u><strong>3. PIACERE DI CONOSCERTI – Capire i cani con le motivazioni di razza</strong></u><br />Tutti noi sappiamo che i nostri cani provano emozioni: impazziscono di gioia al nostro ritorno e appaiono terrorizzati durante i temporali. li consideriamo intelligenti, perché sono in grado di capire il significato delle situazioni quotidiane e straordinarie e di trovare soluzioni ai drammi della vita, come scappare da un cancello o scovare il sacchetto dei biscotti. Inoltre, se abbiamo avuto la fortuna di trascorrere qualche tempo con un cane, sappiamo che non è rimasto identico e prevedibile, ma anzi ha cambiato il suo modo di interpretare la realtà, grazie alle esperienze che ha fatto e alle relazioni che ha costruito con le persone e gli altri animali. Ecco: la personalità è definita come un sistema emotivo e cognitivo che si sviluppa, funziona e si modifica attraverso le interazioni con l&#8217;ambiente. Anche il nostro cane dunque, può, da definizione, rivendicare una propria peculiare personalità. Capire la personalità di un cane è fondamentale per comprendere le origini di alcuni suoi comportamenti e per cercare il modo di farlo felice, e le motivazioni di razza, cioè quello che il cane si aspetta dal mondo e cosa cerca nel mondo, sono uno strumento nuovo e decisivo per imparare a farlo.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>4. COME (E PERCHÈ) SCEGLIERE UN CANE</u></strong><br />Adottare un cane può essere un momento esaltante, ma per affrontarlo nel migliore dei modi bisogna avere le idee chiare, disporre delle giuste informazioni e soprattutto essere consapevoli di quello che si sta facendo. Solo così si possono porre le basi di una lunga e felice convivenza. Grazie alla sua esperienza di lavoro in canile e di consulente in centinaia di adozioni, Simone Dalla Valle ha potuto raccogliere in un manuale tutto quello che c&#8217;è da sapere prima &#8211; motivazioni di razza, salute, tipi ed età dei cani -, durante &#8211; canili, allevamenti, percorsi di adozione, situazioni critiche e da evitare &#8211; e subito dopo l&#8217;adozione &#8211; come preparare la casa (e se stessi), cosa procurarsi, i primi passi.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8850242336&amp;linkId=28cee8ba7f6badf8420070ebc662c21e"></iframe></div>
<p dir="ltr"><u><strong>5. UNA QUESTIONE DI NASO – Essere un cane in un mondo di odori</strong></u><br />Osservando i suoi due cani, Finnegan e Upton, i cani «da lavoro» e gli «annusatori» professionali, Alexandra Horowitz ci guida alla scoperta della varietà di odori, mescolando l&#8217;esperienza personale con le più recenti scoperte scientifiche. Con il suo stile rigoroso condito da un pizzico di humour, cambia per sempre il modo in cui consideriamo i cani e il nostro naso: si focalizza sul loro eccezionale olfatto e ci spiega come potenziare il nostro, più modesto ma ben poco utilizzato. Preparatevi a entrare in una quarta dimensione olfattiva; soprattutto, preparatevi a capire cosa si prova a essere un cane.</p>
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<p dir="ltr"><u><strong>6. NELLA MENTE E NEI CUORI DEI CANI</strong> – Vita e motiva e comportamento del vostro miglior amico</u></p>
<p dir="ltr">Nonostante tutto l&#8217;amore e le attenzioni che dedichiamo ai nostri cani, molto di ciò che questi splendidi animali fanno continua a rimanere un mistero. Pensate soltanto ai diversi comportamenti che possiamo osservare in una qualsiasi area cani: certo, sappiamo cosa significa quando scodinzolano, ma ignoriamo, per esempio, perché annusino e si rotolino su cose dall&#8217;odore francamente nauseabondo o perché alcuni siano timidi e altri audaci. Insomma, non sempre siamo in grado di comprendere che cosa passa nelle loro teste e nei loro cuori. Il libro di Marc Bekoff risponde a questi e a molti altri interrogativi. Le sue pagine non solo ci spiegano il comportamento dei nostri amici a quattro zampe, ma ci insegnano anche come migliorare la qualità delle loro vite. Partendo dagli studi più recenti sulle capacità cognitive ed emotive dei cani, Bekoff offre un&#8217;incredibile quantità di informazioni pratiche, sfatando allo stesso tempo molti dei miti più diffusi. Impariamo così, per esempio, che non sempre fanno pipì per marcare il territorio, così come non sempre mangiano erba per vomitare, o quanto sia discutibile il concetto di dominanza applicato a questi animali. Sicuramente, ci sono molte cose che ancora ignoriamo di loro, ma è certo che i cani hanno una profonda vita emotiva e che, come loro compagni umani, abbiamo il dovere di rendere le loro esistenze il più possibile ricche e soddisfacenti. È anche chiaro che ogni cane è un individuo e quindi si deve evitare di parlare del cane in generale, come se fossero tutti uguali. Bekoff sottolinea l&#8217;importanza di conoscere a fondo il comportamento canino anche ai fini dell&#8217;addestramento, che &#8211; contrariamente a quanto molti ritengono &#8211; per essere efficace non richiede affatto le maniere forti o la minaccia di una punizione. Da questo punto di vista, quindi, il libro rappresenta anche una lettura per quanti, educatori cinofili o addestratori, vogliano approfondire i temi del comportamento canino e rendere così il loro lavoro scientificamente più fondato. Presentazione di Angelo Vaira.</p>
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<p dir="ltr"><u><strong>7. COME FUNZIONA IL CANE</strong></u><br />Quanto conosciamo veramente il cane? Ai più può far piacere ritenerlo &#8220;il migliore amico dell&#8217;uomo&#8221;, ma cosa in effetti guida le sue azioni? Analizzando il cane come specie biologica e non solo come animale da compagnia, Coppinger e Feinstein sintetizzano decenni di ricerche e osservazioni sul campo per spiegare le basi evolutive sottostanti il comportamento canino. Sottolineando l&#8217;importanza fondamentale della forma, intesa come corpo fisico (geni e cervello compresi), spiegano quanto questa influenzi il comportamento, come interagisca con l&#8217;ambiente durante la crescita e come si sia evoluta. Nei capitoli successivi si affrontano altre questioni come la funzione del gioco, la mente e il sapere dei cani, il significato dell&#8217;abbaio, la ricerca del cibo, il rapporto tra madre e cucciolo e la sua influenza sul futuro cane adulto. Questo libro fornirà le chiavi di lettura per capire l&#8217;origine dei comportamenti più comuni, più sorprendenti e intriganti del nostro amico.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8889006447&amp;linkId=7e644f2ad8a829e1682b061e15191aa3"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>8. DOGS</u></strong><br />Biologi, allevatori, educatori e campioni di sleeddog, Raymond e Lorna Coppinger hanno più di 40 anni di esperienza con migliaia di cani. Offrendo una prospettiva scientifica sul cane e la sua relazione con l’uomo i Coppinger esaminano a fondo otto tipi di cani &#8211; da compagnia, da villaggio, da guardia e da condotta del bestiame, da slitta, pointer, retriever e da caccia. I Coppinger sostengono che i cani non si sono evoluti direttamente dal lupo, né sono stati addestrati dai primi umani; si sono &#8220;autoaddomesticati&#8221;, sfruttando una nuova nicchia ecologica: le &#8220;discariche&#8221; dei villaggi mesolitici. Tracciando l’evoluzione delle razze di oggi passando attraverso i cani da villaggio i Coppinger dimostrano come comportamenti e caratteristiche fisiche &#8211; da puntare la preda e abbaiare alla traccia, alle forme slanciate dei levrieri &#8211; provengano sia da eredità genetiche sia dall’ambiente in cui i cuccioli vengono allevati.</p>
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<p dir="ltr"><u><strong>9. L’INTESA CON IL CANE – I segnali calmanti 25 anni dopo</strong></u><br />Turid Rugaas alla fine degli anni 80, con il suo collega Stale Odegard studia e formalizza i &#8220;Segnali Calmanti&#8221; come parte fondamentale del sistema di comunicazione del cane nel gruppo sociale. Nasce così il primo libro &#8220;L&#8217;intesa con il cane&#8221;, che si è rivelato negli anni come fondamento ed evergreen della cinofilia, tradotto nelle principali lingue del mondo. A distanza di 25 anni Turid riprende in mano il suo scritto, per integrarlo con preziosi suggerimenti per migliorare ulteriormente il dialogo con il cane. Il messaggio rimane quello di sempre, tanto semplice e ovvio, quanto profondo: una relazione bidirezionale si fonda su una comunicazione bidirezionale.</p>
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<p dir="ltr"><u><strong>10. LA VITA EMOZIONALE DEGLI ANIMALI<br /></strong></u>Sulla base di numerosi anni di studio dei modelli di comunicazione animale, in questo libro lo scienziato Marc Bekoff si focalizza sulla vita emotiva degli animali. I numerosi studi riportati dimostrano la ricchezza delle emozioni in una vastità di specie. Le emozioni animali non solo ci danno lezioni su amore empatia e compassione, ma ci impongono di rivedere radicalmente il nostro modo di interagire con il mondo animale, sfruttato e dominato dall&#8217;uomo per millenni. Bekoff ci presenta una sapiente miscela di gioia, empatia, afflizione, imbarazzo, rabbia e amore espresse dagli animali e riporta i risultati delle più recenti ricerche scientifiche che ne confermano l&#8217;esistenza, del resto già evidente a chi ha quotidianamente a che fare con gli animali. L&#8217;autore esplora anche l&#8217;aspetto evolutivo delle emozioni ed porta all&#8217;attenzione del lettore le nuove scoperte sulle strutture cerebrali deputate all&#8217;elaborazione delle emozioni, condivise dall&#8217;uomo e dagli altri animali, e mette in evidenza il ruolo di tali strutture nello stabilire una continuità evolutiva tra le specie.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8889006293&amp;linkId=db2d9739ecb117e09477febd7602f1c3"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>11. COME DIVENTARE IL MIGLIOR AMICO DEL TUO CANE</u></strong><br />Il cane è un animale superiore. Lo adottiamo perché diventi un amico, non uno schiavo. E invece ci aspettiamo che siano affettuosi come bambini e autonomi quanto gli adulti, che siano di compagnia quando ne abbiamo bisogno e invisibili per il resto del tempo, che siano sani ed efficienti anche se li abbiamo selezionati solo per essere belli. Il risultato? Incomprensione e involontarie crudeltà, più spesso di quanto pensiamo. Per esempio, sembra che ci capiscano al punto di prevedere ciò che stiamo per fare, perché sono molto sensibili al linguaggio del corpo; ma sbagliamo nell&#8217;attribuire loro pensiero strategico perché sono intrappolati nel presente, incapaci di concepire cause e conseguenze delle loro azioni. Vivono nella nostra stessa casa ma la percepiscono in modo diverso: noi con gli occhi, loro con il naso; è improbabile che si lamentino del colore che abbiamo scelto per le pareti del salotto, ma l&#8217;odore della vernice o dei nostri detersivi probabilmente offende il loro olfatto. Ed è inutile sgridarli e colpirli: ci sono precise ragioni evolutive e sociali per cui rispondono molto meglio alle ricompense che alle punizioni. In questo libro, risultato di vent&#8217;anni passati a studiare il loro comportamento, John Bradshaw sovverte buona parte dei luoghi comuni sui cani e su come si debba interagire con loro. Tranne uno: sono davvero i nostri migliori amici, e si ritengono parte della nostra famiglia. Già pubblicato da Rizzoli nel 2011 con il titolo &#8220;La naturale superiorità del cane sull&#8217;uomo&#8221;.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8817010316&amp;linkId=e100d8c41211fb017d3475b785e4b9c3"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>12. STORIA SOCIALE DEI CANI</u></strong><br />A caccia con i re, in trincea, nel boudoir, sul tavolo di un laboratorio: da millenni, i cani &#8211; levrieri, pastori tedeschi, barboncini o umili bastardi -accompagnano l&#8217;uomo nelle sue imprese quotidiane. E da millenni questi muti compagni vedono proiettate sul proprio corpo categorie fin troppo umane, come razza e nobiltà, coraggio e codardia, sacrificio ed egoismo. Attraverso una ricca selezione di esempi tratti dalla letteratura, dalla storia dell&#8217;arte, dal cinema e dalla pubblicità, &#8220;Storia sociale dei cani&#8221; ripercorre l&#8217;avventura condivisa di uomo e cane, per mostrare come, fatalmente, la sovrapposizione con modelli culturali umani sia sempre finalizzata all&#8217;esclusione e alla denigrazione del1&#8242;&#8221;altro&#8221;, del diverso, dalla donna-cagna al bastardo-meticcio. Susan McHugh affronta un tema complesso, dalle mille sfaccettature, e per farlo adotta una prospettiva che non è mai puramente storica né descrittiva ma ci fa capire che, nonostante i tentativi umani di sfruttarlo per perpetuare meccanismi di oppressione sociale, il cane conserva sempre un potenziale eversivo capace di renderlo un formidabile strumento di critica e trasformazione.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>13. L’IDENTITÀ DEL CANE<br /></u></strong>Facce delle stessa medaglia poetica e unica ode alla vita, uomo e cane si sono plasmati vicendevolmente, l&#8217;uno ha domesticato l&#8217;altro, ricamandosi nelle più profonde rifiniture, fino a diventare un curioso yin e yang filogenetico, in un gioco complesso di incastri e richiami, come una chiocciola e il suo guscio l&#8217;uno si rifugia nell&#8217;altro. Abituati a pensare che solo l&#8217;uomo abbia domesticato il cane portandolo via dalle foreste dei suoi antenati lupini e forti di una tradizione antropocentrica che vede l&#8217;uomo autosufficiente nella costruzione delle sue qualità, facciamo molta fatica ad accettare che anche il cane abbia contribuito a farci diventare quello che siamo.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>14. ETOLOGIA COGNITIVA – Alla ricerca della mente animale</u></strong><br />L&#8217;etologia cognitiva è interessata alla varietà delle menti animali, alla pluralità delle intelligenze, alle molteplici variazioni sul tema dell&#8217;esistenzialità. Persiste ancora la tendenza, o il pregiudizio, a considerare il non-umano come incapace di riflettere sulle situazioni in cui si trova, mosso esclusivamente dagli stimoli del mondo o da cieche passioni interne, che lo sbatacchierebbero qua e là come una barca priva di timoniere, costringendolo ad affrontare gli scacchi della realtà attraverso tentativi che, solo casualmente, giungono a soluzione. L&#8217;etologia cognitiva mette in discussione questa immagine passiva dell&#8217;animale, questo stordimento irriflessivo nella consumazione, questa incapacità di comprensione e di adeguamento solutivo nell&#8217;intersezione col mondo. Per l&#8217;etologia cognitiva, considerare l&#8217;animale come il protagonista del proprio comportamento e non come un&#8217;entità passiva, priva di qualunque titolarità, è il presupposto di base. Nel dichiarare la soggettività animale, l&#8217;etologia cognitiva propone una condizione di presenza dell&#8217;animale nella sua espressività, e di self-ownership negli interessi inerenti, ossia quelli che lo riguardano direttamente e di cui è portatore.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>15. SE UN LEONE POTESSE PARLARE </u></strong>– L’intelligenza animale e l’evoluzione della coscienza<br />Quanti di noi, guardando il cane o il gatto di casa, si sono chiesti se gli animali possono pensare? Questa domanda ha calamitato l&#8217;attenzione di biologi, etologi e psicologi nella speranza di capire se piccioni e scimpanzé, topi e pesci rossi riescano a comunicare, ragionare, calcolare, mentire persino. La conclusione è sempre stata che gli animali siano in tutto e per tutto simili a noi, soltanto un po&#8217; meno intelligenti. Stephen Budiansky dimostra come questa visione del &#8220;pensiero animale&#8221; sia del tutto sbagliata. A portare fuori strada gli scienziati (ma anche giornalisti, divulgatori e documentaristi) è stato il nostro antropomorfismo, la tendenza a verdere negli animali l&#8217;immagine riflessa di noi stessi. Un vizio comprensibile, forse, ma che ci spinge a definire intelligenti solo quei comportamenti animali che mimano i nostri. La verità, dice l&#8217;autore, è che ogni specie ha sviluppato comportamenti che non sono affatto comparabili con quelli di specie diverse. Stabilire se un animale sia più intelligente di un altro, uomo compreso, non ha molto senso: l&#8217;importante è capire l&#8217;ambiente &#8211; reale, selvaggio, violento &#8211; in cui vive un falcone, un cavallo, una tigre.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8860731798&amp;linkId=5fa9bd1fd49ac4d9dec3fe7bee914414"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>16. LA PORTA DI MERLE – Lezioni da un cane libero pensatore</u></strong><br />Merle e Ted Kerasote si sono incontrati nel deserto dello Utah. Merle aveva circa dieci mesi, era stato abbandonato e aveva l&#8217;aria di cercare qualcuno che lo adottasse. Ted aveva quarant&#8217;anni, scriveva articoli e saggi sugli animali ed era alla ricerca di un compagno a quattro zampe. Merle si è subito trasferito nella casa di Ted nel Wyoming, una zona prevalentemente rurale, e Ted ha fatto installare una porta che permettesse a Merle di andare e tornare a suo piacere, completamente libero. In questo modo, fra i due si è instaurato un rapporto unico che ha insegnato molto a entrambi, ma soprattutto a Ted: gli ha insegnato che non si tratta solo di lasciare porte aperte sul mondo esterno (anche se è importante), quanto di lasciarle aperte verso le nostre emozioni, permettendo agli altri di entrare e uscire.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8850248407&amp;linkId=81ee3db14234349070e1045d3398a24e"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>17. UNO+UNO=INFINITO – Riflessioni su cani e uomini</u></strong><br />In questo libro vi sono testi e immagini. I testi non descrivono le immagini e le immagini non illustrano i testi ma sia gli uni che le altre raccontano sfaccettature della stessa storia, dell&#8217;avventura che lega intimamente due specie animali così diverse e al tempo stesso così insieme. Una storia più unica che rara, che rappresenta un valore inestimabile e di cui forse oggi ci stiamo dimenticando.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=888900634X&amp;linkId=8eaa1864ac2eb4d7d044f30a4ebb7825"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>18. ADOMESTICATI</u></strong> – L’insolita evoluzione degli animali che vivono accanto all&#8217;uomo<br />Molte specie antenate degli attuali animali domestici si sono estinte. Altre, come il lupo &#8211; progenitore riconosciuto di tutti i nostri cani &#8211; vivono ancora allo stato selvatico, ma non possono certo vantare la consistenza numerica e l&#8217;onnipresenza dei loro discendenti domestici. Dal punto di vista evoluzionistico, insomma, lasciarsi addomesticare dall&#8217;uomo conviene: è una sorta di assicurazione contro l&#8217;estinzione. La domesticazione è un fenomeno evoluzionistico vistosamente accelerato, nel quale la prossimità con l&#8217;uomo agisce come un potente fattore selettivo. Con l&#8217;incremento della docilità, però, compaiono numerose alterazioni anatomiche e comportamentali, che sono in qualche modo collegate tra loro e sono comuni a tutte le specie domestiche. Gli scienziati la chiamano &#8220;sindrome da domesticazione&#8221;: una specie di &#8220;pacchetto tutto compreso&#8221;, da accettare in cambio di un pasto sicuro e un rifugio all&#8217;ombra degli umani, che non riguarda solo cani e gatti, ma anche maiali, pecore, capre, bovini, cavalli, cammelli, renne e perfino i procioni, sempre più comuni nei cortili delle case degli Stati Uniti. A fronte di una variabilità morfologica strabiliante (si pensi alle enormi differenze che ci sono tra un danese e un chihuahua), gli animali domestici mostrano però un&#8217;incredibile uniformità genetica, il che apre interessanti quesiti sui meccanismi evolutivi coinvolti, che sono magistralmente esposti dall&#8217;autore di questo libro.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>19. SEMPLICEMENTE SORDO</u></strong><br />&#8220;Questo libro è il racconto di una partnership durata quasi dieci anni. Un viaggio nella diversità, vissuta non come diversità di specie, ormai inflazionata ed esplorata in tutte le sue forme e varianti, ma diversità nella diversità, come non conforme ai soliti modi di vedere. L&#8217;esperienza e gli errori compiuti nel tentativo di scoprire il senso di essere privo di uno o più sensi, valutando il mondo da una prospettiva meno fugace e superficiale. Nello scorrere delle pagine fretta e superficialità lasceranno spazio a teorie e modi di vivere più vicini al nostro essere, completandosi nella libera accettazione dell&#8217;altro, non più solo come cane, ma soprattutto come compagno di avventura. Il coraggio di sperimentarsi ancor prima di sperimentare, di mettersi in gioco per divenire guida, compagno, alleato. La diversità come valore e non come limite.&#8221;</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>20. LA MENTE CHE SCODINZOLA – Storie di animali e cervelli</u></strong><br />Ci sono due idee sulle menti e i cervelli che diamo per assodate. La prima prende origine dalla concezione secondo cui esisterebbe una sorta di scala ascendente delle creature viventi, che vede collocate sui gradini più bassi le creature meno complesse e meno evolute e agli apici quelle più complesse ed evolute. Tale gerarchia si applicherebbe a tutte le strutture dell&#8217;organismo, cervello incluso. Vi sarebbe perciò anche una scala ascendente e progressiva delle funzioni mentali, con la sommità occupata dalla nostra specie. La seconda è l&#8217;idea che i cervelli servano a darci una rappresentazione veridica della realtà. Le due idee hanno in comune vari aspetti, tra cui quello, ritiene l&#8217;autore, di essere entrambe sbagliate. I biologi sanno che per gli organismi viventi non ha alcun significato parlare di specie più o meno evolute. Tutte le specie viventi sono egualmente evolute. La complessità della vita mentale è associata tradizionalmente al fatto che gli esseri umani avrebbero una migliore, più completa rappresentazione della realtà. Non c&#8217;è dubbio che il confronto tra le diverse specie riveli capacità differenti. Ma gli etologi hanno compiuto grandi progressi nello studio della comunicazione animale quando si sono resi conto della falsità dell&#8217;assunto secondo il quale la comunicazione serve a trasmettere informazioni veridiche. In natura la comunicazione animale serve principalmente per ingannare e imbrogliare.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>21. CERVELLI CHE CONTANO<br /></u></strong>Se vediamo uno stormo di uccelli &#8220;per un secondo o forse meno&#8221; &#8211; come nel famoso apologo di Borges nell'&#8221;Artefice&#8221; -, non siamo in grado di stabilire il numero esatto di volatili: possiamo però stimarne approssimativamente l&#8217;ampiezza, giudicare se lo stormo è più grande o più piccolo rispetto a un altro. Muovendo da questo elegante esempio letterario, Giorgio Valortigara e Nicla Panciera ci introducono alla scoperta che la successione dei numeri interi, la cosa più intuitivamente discreta, è rappresentata nel cervello da quantità continue, affette da caratteristico &#8220;rumore&#8221;. Queste due modalità, discreta e continua, sono riconducibili a una &#8220;qualità sensoriale primaria&#8221; che risponde al numero come agli altri stimoli visivi o acustici. In altre parole, ci sono nel cervello neuroni selettivamente sensibili alla numerosità degli oggetti a prescindere dalla loro grandezza, forma o posizione, e responsabili di un &#8220;senso del numero&#8221; analogo a quello dello spazio e del tempo. Dispiegando varie prove sperimentali che vanno dall&#8217;analisi del comportamento fino a quella dell&#8217;attività dei singoli neuroni, gli autori da un lato mostrano l&#8217;esistenza di innate capacità matematiche in un ventaglio sorprendentemente ampio di specie, e dall&#8217;altro, sul versante specificamente umano, ricostruiscono il passaggio storico-culturale che ha portato Homo sapiens all&#8217;elaborazione dei numeri astratti in parallelo a quella delle lettere dell&#8217;alfabeto.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>22. IL LIBRO DEGLI ESSERI A MALAPENA IMMAGINABILI</u></strong><br />Da tempi molto lontani i bestiari autentici e quelli immaginari concorrono in parti quasi uguali al disegno della zoologia cosi come la conosciamo, o crediamo di conoscerla. Si sono a lungo specchiati, imitati a vicenda, guardati a seconda dei casi con rispetto e con sospetto, i due generi: finché qui, per la prima volta, non si ritrovano fusi in qualcosa di nuovo. Sì, Caspar Henderson è andato a trovare dove nemmeno li si cercherebbe &#8211; nelle profondità degli oceani, negli angoli più inospitali di deserti roventi &#8211; intere famiglie di viventi di cui tutto ignoravamo, a cominciare dall&#8217;aspetto; oppure ha raccontato particolarità di animali tanto vicini a noi da risultarci, ormai, quasi invisibili. E li ha messi tutti insieme, pesci zebra e delfini, axolotl e balene, con l&#8217;amichevole partecipazione di Sapiens, in questo diario di un naturalista capriccioso che è anche qualcosa di più &#8211; il manuale delle strane regole con cui possiamo ogni volta ricominciare, a sorpresa, il gioco molto antico di reale e fantastico.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>23. AL DI LÀ DELLE PAROLE – Che cosa provano e pensano gli animali</u></strong><br />Negli ultimi decenni le scienze biologiche hanno ricostruito i tratti evolutivi che ci legano agli altri animali (dai pesci ai primati) sul piano morfologico e genetico. Un risultato già stupefacente, se non fosse che ora &#8211; grazie a studiosi della finezza e percettività di Carl Safina &#8211; ci avviamo a un salto ulteriore: verificare l&#8217;incidenza di quei tratti a livello cognitivo e affettivo-emotivo. Da rigoroso ricercatore sul campo, Safina ci immette in tre paesaggi esemplari: una riserva africana, dove elefanti dalle variegate &#8220;personalità&#8221; si aggregano in una spiccata socialità (non a caso i Masai li considerano dotati di un'&#8221;anima&#8221; al pari degli umani); il parco di Yellowstone, dove i lupi &#8211; reintrodotti di recente &#8211; si muovono echeggiando cadenze pleistoceniche, fra strategie di predazione e sorprendenti gerarchie sociali (le femmine, per esempio, sono deputate ai dilemmi decisionali come restare/partire); e le acque cristalline del Pacifico nordoccidentale, dove cetacei di diverse specie dispiegano la vertigine della loro visione &#8220;acustica&#8221; e interagiscono col &#8220;Sapiens&#8221; in modi inaspettati e toccanti. Penetriamo così in un ventaglio di intelligenze, &#8220;coscienze&#8221; e &#8220;visioni del mondo&#8221; di altri animali &#8211; con cui condividiamo molti &#8220;correlati neurali&#8221;, a partire dal cervello &#8220;antico&#8221; e dalla sua tastiera emotiva &#8211; insieme familiari e aliene, contigue e alternative. Al punto da mettere in dubbio, ancora una volta, la tesi secondo la quale l&#8217;uomo sarebbe la misura di tutte le cose.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>24. SAPIENS. DA ANIMALI A DEI: BREVE STORIA DELL&#8217;UMANITÀ</u></strong><br />Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla terra c&#8217;è una sola specie di umani. Noi: Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l&#8217;immaginazione. Siamo gli unici animali capaci di parlare di cose che esistono solo nelle nostre fantasie: come le divinità, le nazioni, le leggi e i soldi. &#8220;Sapiens. Da animali a dèi&#8221; spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>25. ARMI, ACCIAIO E MALATTIE</u></strong> – breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni<br />Perché gli europei hanno assoggettato gran parte degli altri popoli? Secondo Diamond le diversità culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, l&#8217;autore può lanciarsi in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie. Attingendo alla linguistica, all&#8217;archeologia, alla genetica molecolare e a mille altre fonti di conoscenza, Diamond riesce a condurre questo &#8220;tour de force&#8221; storico-culturale con sorprendente maestria, affiancando aneddoti personali a racconti drammatici o a spiegazioni di complesse teorie biologiche, che affronta con abilità di divulgatore.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>26. METÀ DELLA TERRA – Salvare il futuro della vita</u></strong><br />Sull&#8217;impatto dell&#8217;uomo sulla natura, che ormai sta creando danni incalcolabili alla biosfera, sono state ipotizzate centinaia di misure, che si sono però rivelate blande e inefficaci e che mai hanno portato risultati concreti. Stanco di assistere a questi fallimenti, il Premio Pulitzer Edward Wilson biologo da sempre interessato al rapporto tra l&#8217;uomo, l&#8217;ambiente e le altre specie animali &#8211; propone una soluzione radicale, proporzionale alla gravità del problema che abbiamo di fronte: destinare metà del pianeta a noi e metà a un&#8217;immensa e inviolabile riserva naturale per milioni di specie animali e vegetali. Non è utopia ma un sogno che il progresso umano può realizzare, scrive Wilson, che dedica buona parte del libro a spiegare cosa fare e soprattutto dove farlo: dalle alture della Mongolia al Congo, dall&#8217;amazzonia alla Papua Nuova Guinea.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>27. STORIA NATURALE DELLA DOMESTICAZIONE DEI MAMMIFERI</u></strong></p>
<p>Che cosa spinse i nostri progenitori, migliaia di anni fa, a passare da un&#8217;economia di caccia e raccolta a un sistema basato sull&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento degli animali? Perché, nonostante abbia interagito con numerose specie animali, l&#8217;uomo è riuscito a domesticarne così poche? Quali sono le caratteristiche comportamentali che consentono la domesticazione di una specie e impediscono quella di un&#8217;altra? A questi e a molti altri interrogativi Juliet Clutton-Brock cerca di dare una risposta, ripercorrendo in tutte le sue tappe la storia della relazione fra uomo e animali domestici da una prospettiva multidisciplinare: storica, archeologica, geografica, biologica, genetica, paleontologica, etologica.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>28. SE NIENTE IMPORTA – Perché mangiamo gli animali?</u></strong><br />Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c&#8217;era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l&#8217;avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché &#8220;se niente importa, non c&#8217;è niente da salvare&#8221;. Il cibo per lei non è solo cibo, è &#8220;terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore&#8221;. Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un&#8217;indagine durata quasi tre anni che l&#8217;ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l&#8217;ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>29. QUANDO LA NATURA ISPIRA LA SCIENZA</u></strong></p>
<p>Nel 1955 un ingegnere svizzero, al rientro da una passeggiata in campagna, osservava strani fiori rimasti appiccicati ai suoi vestiti. Solo pochi anni dopo, nel 1968, le tute dei primi astronauti a toccare il suolo lunare utilizzavano il velcro, il sistema di chiusura a strappo ispirato proprio ai piccoli &#8220;ganci&#8221; della bardana. Da centinaia di anni la natura è fonte di ispirazione continua per scienziati, architetti, ingegneri: la biomimesi non &#8220;copia&#8221; semplicemente i processi naturali, ma da essi trae lo spunto per realizzare nuove tecnologie o migliorare quelle esistenti. Aerei dalla fusoliera ispirata alla forma del tonno, treni ad alta velocità progettati a imitazione del becco del martin pescatore, edifici climatizzati come termitai, robot-aragosta in grado di sminare i fondali marini. A lungo una semplice scienza &#8220;empirica&#8221;, la biomimesi è uno degli aspetti più promettenti della ricerca contemporanea: grazie a essa, possiamo immaginare invenzioni affascinanti, tecnologie meno inquinanti, materiali completamente riciclabili, energie rinnovabili. La natura ha già tutte le risposte. E, dopo la lettura di questo libro magnificamente illustrato, anche voi la guarderete come non avete mai fatto prima.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>30. LA DIVERSITÀ DELLA VITA: PER UNA NUOVA ETICA ECOLOGICA</u></strong><br />Una storia della vita &#8211; dai fringuelli di Darwin ai &#8220;giardini pensili&#8221; delle foreste pluviali &#8211; dipinta in tutta la sua bellezza e molteplicità, in buona parte ancora sconosciuta. Un libro che è anche un manifesto per la salvaguardia dell&#8217;infinita varietà delle specie, sempre più a rischio a causa dell&#8217;uomo. Un classico della letteratura scientifica che ha imposto definitivamente all&#8217;attenzione del mondo il concetto di biodiversità, quella ricchezza rappresentata dal patrimonio genetico delle diverse forme di vita e dagli habitat in cui esse vivono, ridisegnando alla fine del secolo scorso le basi della biologia della conservazione. E che oggi si rivela di inquietante attualità.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>31. LA SAGGEZZA DEI LUPI<br /></u></strong>Predatori aggressivi, insaziabili, violenti. Questa è l&#8217;immagine che le saghe e le dicerie popolari tramandano dei lupi. Nulla di più sbagliato: sono animali molto simili a noi, tra i pochi a consolidare i legami famigliari e a nutrire un forte senso di comunità. La vita del branco si basa su un delicato equilibrio e tutti cooperano per mantenerlo. Si prendono cura dei piccoli, organizzando veri e propri turni di «baby sitter», portano cibo ai compagni feriti, gestiscono con intelligenza i conflitti e si affidano all&#8217;esperienza degli anziani. Sono capaci di grandi gesti d&#8217;amore, come Stoney, un capobranco che si è lasciato morire vicino al luogo dove era stato ritrovato il corpo della sua compagna. Sanno adattarsi prontamente ai cambiamenti, sviluppano una profonda simbiosi con l&#8217;ambiente e persino con altre specie. I corvi sono per loro quasi animali domestici, crescono insieme e si spartiscono le prede. È per questo che, al termine di una sfortunata battuta di caccia, una lupa ha sentito il desiderio di seppellire il suo amico alato. Elli H. Radinger, che da venticinque anni studia il comportamento dei lupi, ha potuto vedere la loro generosità e la loro saggezza. In questo libro, denso di storie straordinarie e osservazioni dirette, ha raccolto le grandi lezioni di vita di questi animali: la voglia di giocare, il bisogno di tenerezza, la pazienza, la resilienza e la capacità di adattamento. Un racconto intenso e toccante in cui i lupi ci insegnano a essere molto più umani.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>32. A COSA SERVE IL CANE?</u></strong> La sorprendente storia del miglior amico dell’uomo e le scoperte scientifiche più recenti<br />In questo libro, il giornalista cinofilo John Homans riporta in maniera esaustiva gli studi più recenti riguardanti l&#8217;etologia del cane e il funzionamento del suo cervello. Riferendosi alle ricerche di Csànyi e Miklósi, l&#8217;autore spiega il motivo per cui questo animale è così bravo a capire la gestualità umana (molto più di lupi e scimpanzé). Espone i traguardi a cui sono giunti gli interessanti studi di Tomasello e Hare (che costituiscono uno spunto per comprendere meglio anche l&#8217;evoluzione della socialità nella nostra specie). Affronta doviziosamente l&#8217;origine storica delle razze canine, con particolare attenzione nei confronti dei Labrador (il suo cane Stella, incrociato con un Labrador, è molto presente in tutto il libro). Espone il problema delle razze pure e degli standard richiesti dagli enti cinofili, come l&#8217;AKC, che rappresentano una moda costosa in termini di salute e benessere per i singoli individui. Infine svela i progressi della genetica canina (più efficaci del fallimentare progetto genoma umano) e racconta con vivida partecipazione del problema dei cani randagi cittadini raccolti nei canili e destinati alla ricerca.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>33. GLI MANCA SOLO LA PAROLA</u></strong> – perché i cani sono molto più intelligenti di quanto credi<br />Fin da ragazzino, Brian Hare vedeva che il suo labrador era in grado di interpretare gesti umani che per i primati, pur così vicini a noi geneticamente, restavano invece segnali incomprensibili. Dunque, si chiedeva, i cani sono i mammiferi più intelligenti del pianeta, dopo l&#8217;uomo? In poche parole, sì. Brian ha trovato la risposta a questa domanda dopo anni di studi e di ricerca, in giro per il mondo, cambiando per sempre ciò che sappiamo sul pensiero e sul potenziale cognitivo dei cani. I nostri amici possiedono una &#8220;genialità&#8221; ben superiore a quella da sempre attribuita loro, che si traduce in capacità deduttive, di ragionamento, di problem solving e perfino di pensiero etico. L&#8217;autore, oggi direttore del Duke Canine Cognition Center alla Duke University di Durham (North Carolina), ha guidato studi che hanno dimostrato come, e perché, i cani abbiano un talento nell&#8217;interazione con l&#8217;uomo che non ha pari in tutto il regno animale. La sua scoperta rivoluzionaria sta trasformando il rapporto con il mondo canino, nonché anche le tecniche di addestramento. Fido prova sensi di colpa? Non capisce o fa solo orecchie da mercante? Vuole le coccole o i croccantini? In questo libro Hare, con la moglie e collega Vanessa Woods, spiega come applicare le nuove scienze cognitive nella relazione quotidiana con il migliore amico dell&#8217;uomo.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>34. LA CULTURA DEGLI ANIMALI</u></strong><br />Definiamo abitualmente cultura tutto ciò che non è natura, che non è istinto. Possiamo quindi domandarci se gli animali hanno una cultura come la intendiamo noi? Certamente no, è la risposta più ovvia. Eppure, studiando il comportamento animale, assistiamo a bizzarrie non facilmente spiegabili: le lontre marine usano delle pietre per rompere i gusci dei molluschi di cui sono ghiotti, alcuni passeri delle Nuova Zelanda imparano rapidamente il linguaggio degli uccelli delle aree nuove in cui arrivano, le cince hanno imparato a bucare l&#8217;alluminio delle lattine per berne il contenuto. Sembra quindi che la chiave della &#8220;cultura&#8221; degli animali sia proprio l&#8217;apprendimento e che ancora una volta la straordinaria capacità evolutiva delle specie abbia permesso di sviluppare una risposta adattattiva alle difficoltà ambientali. La cultura degli animali ci racconta la sorprendente continuità tra le caratteristiche che noi troviamo negli animali, e quelle che sono considerate patrimonio esclusivo dell&#8217;uomo. Prefazione di Danilo Mainardi.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>35. COME I CANI CI AMANO – La scienza dietro i loro sentimenti</u></strong><br />Quante volte ci siamo chiesti cosa pensa il nostro cane? Quali emozioni si celano dietro il suo sguardo? Alla base del suo comportamento c’è il mero interesse o un istinto di sincero amore nei nostri confronti? Gregory Berns ha esaminato, primo al mondo, il cervello di cani non sedati e non forzati in alcun modo a effettuare una risonanza magnetica. Ha potuto così osservare emozioni, motivazioni, preferenze, intensità dei loro sentimenti. I risultati sono sorprendenti, tanto da indurci ad affermare che i cani si comportano esattamente come le persone: ricordano la propria famiglia umana e sono dotati di neuroni specchio (quelli che generano l’empatia negli uomini). Quindi, sì, possiamo dirlo: i cani ci amano.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>36. IL GENE EGOISTA – La parte immorale di ogni essere vivente</u></strong><br />In uno stile semplice e chiaro uno degli scienziati del nostro tempo spiega come funziona la perfetta macchina del nostro corpo, tesa a preservare quelle molecole &#8220;egoiste&#8221; chiamate geni.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>37. LA SESTA ESTINZIONE</u></strong><br />La specie che, a un certo punto della sua storia, si è autonominata &#8220;specie dell&#8217;homo sapiens&#8221;, nel corso della sua &#8220;evoluzione&#8221; ha alterato profondamente la vita del pianeta. Tra le catastrofi da essa causate, cinque sono state così grandi da meritare il nome di &#8220;Big Five&#8221;. Questo libro, che ha avuto uno strabiliante successo al suo apparire negli Stati Uniti, ripercorre la storia dei &#8220;Big Five&#8221; per gettare luce su un altro allarmante evento che gli esseri umani stanno producendo. È presto per dire se esso è comparabile, per forza e portata, ai &#8220;Big Five&#8221;, ma è in corso ed è noto col nome di Sesta Estinzione. Dalla foresta pluviale amazzonica alla cordigliera delle Ande, dalla Grande Barriera Corallina alla moria di organismi riscontrabile nel giardino di casa propria, Elizabeth Kolbert conduce il lettore nei luoghi di questa Estinzione attraverso un avvincente racconto in cui all&#8217;entusiasmo per le nuove, recenti conoscenze sull&#8217;argomento si unisce l&#8217;orrore che esso comporta.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>38. INVASORI</u></strong> – Come gli umani e i loro cani hanno portato i Neanderthal all’estinzione<br />L&#8217;estinzione dei neandertaliani è uno dei grandi misteri della storia evolutiva. Un enigma che ha appassionato generazioni di scienziati sin dal 1856, quando furono rinvenuti i primi resti di questi ominini. Per centinaia di migliaia di anni avevano vissuto in Europa superando le enormi sfide dei cambiamenti climatici, come mai allora sono improvvisamente scomparsi circa 45.000 anni fa? Pat Shipman punta il dito sul predatore più spietato del regno animale, l&#8217;Homo sapiens, e sul suo fido alleato, il cane.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>39. IL CANILE COME PRESIDIO ZOOANTROPOLOGICO</u></strong> – Da struttura problema a centro di valorizzazione del rapporto con il cane<br />Il canile rappresenta oggi uno dei nodi cruciali del rapporto uomo-animale, e fino ad oggi è stato affrontato essenzialmente con un approccio sanitario e/o protezionista. Il canile che qui viene presentato ha poco da condividere con la visione tradizionale dove ci si riferisce al cane come entità da ospitare e basta: nel testo viene presentato il canile stesso come struttura formativa e educativa. Volume indispensabile per veterinari, educatori cinofili, addestratori e per tutte le persone sensibili ad un problema sempre più sentito nella nostra società.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>40. PERCHÈ GUARDIAMO GLI ANIMALI?</u></strong> – Dodici inviti a riscoprire l’uomo attraverso le altre specie viventi<br />Lo sguardo di un cane, con la sua muta urgenza, può interrogare in modo profondo, indicando realtà che sfuggono all&#8217;attenzione umana. Una lepre che attraversa un confine, davanti agli agenti di frontiera, rivela quanto ci sia di arbitrario nelle convenzioni che governano il nostro quotidiano. Rispecchiarsi negli occhi di un orango equivale a un viaggio nel tempo lungo millenni, e il bagliore emanato da una lucciola può apparire ancora più gelido e remoto di quello di una stella. Da sempre gli animali occupano il centro dell&#8217;universo insieme all&#8217;uomo: nell&#8217;antichità venivano utilizzati per popolare lo zodiaco, e gli indù immaginavano che la Terra fosse sorretta da un elefante, a sua volta in piedi sul guscio di una tartaruga. Li guardiamo da sempre, perché sono esseri senzienti e mortali come noi, eppure radicalmente diversi: osservandoli abbiamo imparato a definire che cosa è umano, e il loro sguardo ci è ancora indispensabile. Oggi gli animali abitano le case di milioni di persone, le loro fotografie invadono il web e le pagine dei giornali: sono dappertutto, eppure stanno scomparendo, perché è sempre più rara la possibilità di un incontro, sostituita dallo spettacolo di documentari, cartoni animati e giochi per bambini. Stanno perdendo il ruolo di messaggeri di un &#8220;oltre&#8221; segreto, dell&#8217;abisso che si trova al di là del linguaggio e parla della nostra origine, della nostra solitudine come specie.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>41. FONDAMENTI DI ZOOANTROPOLOGIA</u></strong><br />Il volume è il frutto di oltre vent&#8217;anni di ricerca di Roberto Marchesini nel campo della zooantropologia, disciplina che rappresenta un approccio totalmente innovativo all&#8217;interno della corrente che si è soliti definire come Animai Studies e che pone l&#8217;Italia in una posizione di avanguardia a livello internazionale. L&#8217;approccio zooantropologico parte dal presupposto che tra l&#8217;essere umano e le altre specie vi sia un rapporto dialogico e che sia riduttivo vedere nell&#8217;animale un semplice strumento da usare e non un partner capace di apportare nuovi contenuti alla dimensione umana. La zooantropologia si pone l&#8217;ambizioso obiettivo di mostrare come l&#8217;incontro con l&#8217;altro-di-specie stia alla base della dimensione culturale dell&#8217;essere umano come dimostrato dagli archetipi etnografici e dalle prime testimonianze riscontrabili nei siti paleoantropologici. Il volume mostra come l&#8217;ispirazione che ci viene dalle altre specie abbia influenzato gli stilemi di base dei prodotti culturali quali la musica, la danza, la cosmesi, la moda, le arti marziali, l&#8217;architettura e la tecnologia. A un&#8217;attenta osservazione è facile infatti estrarre il carattere teriomorfico del prodotto culturale, talvolta persino la specie da cui deriva una certa produzione. La proposta presentata in questo saggio va oltre queste interpretazioni, che riducono la partecipazione del non umano a un ruolo totalmente passivo, per mostrare come l&#8217;eterospecifico sia in realtà un ispiratore e come il prodotto culturale nasca da una rivelazione (epifania) che deriva da un incontro dialogico tra l&#8217;essere umano e l&#8217;alterità animale. La cultura pertanto non va pensata in modo antropocentrico come l&#8217;esito autarchico di un processo creativo interamente svolto dall&#8217;uomo, ma come una rivelazione ispirata dal non umano.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>42. SUPERINTELLIGENZA</u></strong><br />Nel gennaio 2015 Nick Bostrom è stato cofirmatario, assieme tra gli altri a Stephen Hawking, di una celebre lettera aperta che metteva in guardia sui potenziali pericoli dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Non ha firmato quell&#8217;appello per passatismo, né tantomeno per luddismo, bensì in virtù di un lineare ragionamento filosofico. L&#8217;Intelligenza Artificiale è una delle più grandi promesse dell&#8217;umanità; grazie ai suoi sviluppi, attuali e futuri, saremo probabilmente in grado di fare cose che oggi sarebbero impensabili, vivremo meglio, e magari più a lungo e più felici. E tuttavia c&#8217;è una nube minacciosa sopra il cielo dell&#8217;Intelligenza Artificiale, e con questo libro Nick Bostrom è stato il primo a vederla e ad analizzarla, lanciando un allarme che ha avuto un&#8217;eco vastissima in tutto il mondo. Siamo proprio certi che riusciremo a governare senza problemi una macchina &#8220;superintelligente&#8221; dopo che l&#8217;avremo costruita? Se lo scopo dell&#8217;attuale ricerca sull&#8217;Intelligenza Artificiale è quello di costruire delle macchine fornite di un&#8217;intelligenza generale paragonabile a quella umana, quanto tempo occorrerà a quelle macchine, una volta costruite, per superare e surclassare le nostre capacità intellettive? Poco, ci informa Bostrom, pochissimo. Una volta raggiunto un livello di intelligenza paragonabile al nostro, alle macchine basterà un piccolo passo per «decollare» esponenzialmente, dando origine a superintelligenze che per noi risulteranno rapidamente inarrivabili. A quel punto le nostre creature potrebbero scapparci di mano, non necessariamente per &#8220;malvagità&#8221;, ma anche solo come effetto collaterale della loro attività. Potrebbero arrivare a distruggerci o addirittura a distruggere il mondo intero. Per questo &#8211; sostiene Bostrom &#8211; dobbiamo preoccuparcene ora. Per non rinunciare ai benefici che l&#8217;Intelligenza Artificiale potrà apportare, è necessario che la ricerca tecnologica si ponga adesso le domande che questo libro pone con enorme chiarezza e chiaroveggenza.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8833929019&amp;linkId=dc61884ed334c7b5ffde5d0ff88c3945"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>43. COME PARLA IL TUO CANE E COME TU PUOI PARLARE CON LUI</u></strong><br />Quando il nostro cane sbadiglia e sbatte le palpebre, non lo fa solo perché ha sonno: potrebbe essere un segnale di ansia e stress&#8230; A differenza di noi umani, i cani raramente si fissano negli occhi quando si incontrano: per fare conoscenza preferiscono di gran lunga annusarsi&#8230; Non è vero che il cane è contento ogni volta che scodinzola: il cane scodinzola quando è eccitato, quindi anche quando si sente minacciato e si prepara ad aggredire&#8230; Così come non è vero che ogni volta che i cani si rincorrono o fanno la lotta stanno giocando&#8230; Una buona comunicazione, aperta, rispettosa e partecipe, è alla base di qualsiasi rapporto e quindi anche di quello con i nostri cani. Poiché &#8220;saper comunicare non significa saper farsi obbedire&#8221;, Simone Dalla Valle ha scelto di dedicare il suo nuovo libro al &#8220;linguaggio&#8221; dei cani, per metterci nelle migliori condizioni di comprenderli e di farci comprendere da loro. Con la sua capacità divulgativa, e con un apparato di immagini molto ricco, ci illustra e ci spiega come comunicano i cani attraverso mimiche, posture e suoni, senza trascurare il fondamentale aspetto delle marcature e degli odori. Analizzando sia le interazioni tra cani sia quelle tra cane e uomo, Simone Dalla Valle sfata molti luoghi comuni, ci aiuta a evitare le incomprensioni più frequenti e ci insegna a &#8220;leggere&#8221; correttamente i nostri amici a quattro zampe.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=885023564X&amp;linkId=974c38f47640e4ffa41047613b675540"></iframe></div>
<p dir="ltr"><strong><u>44. DRITTO AL CUORE DEL TUO CANE</u></strong> – Come conoscerlo, educarlo e costruire con lui una relazione perfetta<br />Il tuo cane non obbedisce? Vuoi che il tuo cucciolo diventi un gentledog? Ti stai chiedendo perché distrugge casa mentre sei via? Cambia prospettiva, mettiti nei suoi panni, ThinkDog. Annusa l&#8217;aria, osserva i tuoi movimenti, ascolta il tuo tono di voce. Poi osservalo quando esce di casa e trova la neve o si bagna sotto la pioggia. Impara da lui e scopri che cosa vuole da te. Puoi vivere un&#8217;esperienza straordinaria grazie al tuo cane. Puoi costruire con lui il rapporto speciale, divertente e profondo che hai sempre desiderato. Ma non basterà amarlo, dovrai conoscerlo, ascoltarlo, giocare con lui e farti scegliere come guida e Base Sicura! Solo allora riuscirai a educarlo. In questo libro Angelo Vaira spiega come Lucky gli ha cambiato la vita, perché l&#8217;addestramento coercitivo non funziona davvero e come andare oltre le tecniche gentili. Forte di una decennale esperienza sul campo come pet coach, Vaira racconta aneddoti illuminanti, svela errori sistematici e suggerisce tecniche, esercizi, giochi ed esperienze sociali positive. L&#8217;autore integra in un unico modello le più attuali conoscenze delle scienze cognitive animali, della zooantropologia e della psicologia in relazione al cane. Questi nuovi brillanti strumenti operativi porteranno alla luce tutte le vostre potenzialità e ti condurranno dritto al cuore del tuo cane. Allora non dirai più che è obbediente, o che è un gentledog, perché quasi non distinguerai più dove finisci tu e dove inizia lui.</p>
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<p dir="ltr"><u><strong>45. SCATTI DA CANE</strong></u> (libro fotografico)<br />Uno sguardo sulla città tramite una macchina fotografica legata al collare di un cane. Strade, incroci, marciapiedi, parchi, ma anche le interazioni sociali con altri viventi, hanno tutto un altro aspetto se osservati dal punto di vista del cane. Immagini suggestive che ci rivelano una prospettiva insolita da cui osservare il mondo. Gli animali diventano protagonisti per quello che sono realmente, e non in riflesso all&#8217;uomo. Soggetti con una vita affettiva e sociale che non è solo interessante da osservare e conoscere, ma di cui è emozionante fare parte. Gli &#8220;artisti&#8221; sono soggetti un po&#8217; speciali, tre cani: Coco, Zazie e Yoyo. Nel loro ruolo di fotografi e quindi in ogni scatto è visibile in relazione ai momenti vissuti il contenuto di quelle emozioni.</p>
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<p dir="ltr"><u><strong>46. ALTRE MENTI </strong></u>– Il polpo, il mare e le remote origini della coscienza<br />Benché mammiferi e uccelli siano unanimemente considerati le creature più intelligenti, si va imponendo una diversa, sorprendente, evidenza: da un ramo dell&#8217;albero della vita assai distante dal nostro è nata una forma di intelligenza superiore, i cefalopodi &#8211; ossia calamari, seppie e soprattutto polpi. In cattività, i polpi sono in grado di distinguere l&#8217;uno dall&#8217;altro i loro guardiani, di compiere scorrerie notturne nelle vasche vicine per procurarsi del cibo, di spegnere le luci lanciando getti d&#8217;acqua sulle lampadine, di mettere in atto ardite evasioni. Com&#8217;è possibile che una creatura tanto dotata abbia seguito una linea evolutiva così radicalmente lontana dalla nostra? Il fatto è &#8211; ci rivela Peter Godfrey-Smith, indiscussa autorità in materia e appassionato osservatore sul campo &#8211; che i cefalopodi sono un&#8217;isola di complessità mentale nel mare degli invertebrati, un esperimento indipendente nell&#8217;evoluzione di grandi cervelli e comportamenti complessi. E probabile, insomma, che il contatto con i polpi sia quanto di più vicino all&#8217;incontro con un alieno intelligente ci possa mai capitare. Ma Godfrey-Smith tocca in questo libro un altro punto capitale: nel momento in cui siamo costretti ad attribuire un&#8217;attività mentale e una qualche forma di coscienza ad animali ben distanti da noi nell&#8217;albero della vita, dobbiamo anche ammettere di non avere certezze su che cosa sia la nostra coscienza di umani. E forse questa via è una delle migliori per arrivare a capirlo.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>47. LA SCUOLA DELLE SCIMMIE</u></strong> – Come ho insegnato a parlare a Washoe<br />Il libro racconta una lunga amicizia tra lo scienziato autore del libro Roger Fouts e la femmina di scimpanzè Washoe, famosa fin da cucciola per la sua missione nello spazio, poi da lui adottata per diventare la &#8220;cavia&#8221; di uno dei più interessanti esperimenti etologici. Nel corso degli anni Washoe ha fornito a Fouts un prezioso osservatorio sulla conoscenza dei primati attraverso un dialogo tra uomo e scimmia che non aveva precedenti. Un dialogo continuo, faticoso e spesso tormentato.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>48. GORILLA NELLA NEBBIA</u></strong><br />È il 1963 quando la giovane Dian Fossey lascia il suo lavoro da educatrice e l&#8217;America alla volta del continente nero, con l&#8217;obiettivo di studiare una specie di primate di cui si sa poco o nulla: il gorilla di montagna. Dian ha un carattere duro e determinato e riuscirà a trasformare una capanna nel bel mezzo della foresta equatoriale, a più di 3000 metri di quota, nel Karisoke Research Centre, che ancora oggi ospita scienziati da tutto il mondo. Alla fine del 1985 verrà uccisa nel cuore dell&#8217;Africa centrale, in circostanze misteriose mai chiarite. Questo libro autobiografico &#8211; diventato uno dei testi più importanti e noti nell&#8217;ambito dell&#8217;etologia &#8211; ripercorre gli anni trascorsi a studiare i gorilla, i magnifici incontri con le famiglie di primati, le lotte estreme contro i contadini e le autorità locali, i sacrifici che Dian ha dovuto affrontare per portare a termine il suo lavoro.</p>
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<p dir="ltr">49. LA MIA VITA CON GLI SCIMPANZÈ – Una storia dalla parte degli animali<br />A ventisei anni, con un diploma di segretaria in tasca, Jane Goodall parte per la Tanzania. In valigia, giusto la curiosità, il coraggio, la passione per gli animali e una certa dose d&#8217;incoscienza. È la prima volta che una persona pianta una tenda in una foresta e si mette a seguire gli scimpanzé in casa loro. L&#8217;obiettivo, ardito, appassionante e pericoloso, è capire come si comportano gli animali più simili a noi. I figli e i nipoti di quegli scimpanzé vivono ora nel Parco di Gombe, dove si trova uno dei centri più importanti per studiare le grandi scimmie antropomorfe nel loro ambiente naturale. Ma accanto alla scienza, nel cuore di Jane Goodall c&#8217;è la conservazione degli animali e del loro ambiente. Conservazione che passa attraverso l&#8217;educazione e il sostegno delle popolazioni locali. Oggi la primatologa più carismatica al mondo viaggia come una globe-trotter e ovunque si ferma trasmette il suo messaggio di amore per i primati e di difesa degli esseri più deboli e disarmati del pianeta, umani inclusi.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>50. PERCHÈ LE BALENE CONOSCONO LE LINGUE STRANIERE</u></strong> – Sorprendenti scoperte sulle insolite capacità degli animali<br />Gli animali sono in grado di immaginare il punto di vista dell&#8217;altro? Di avere un&#8217;idea del passato e del futuro? Di ricordare le esperienze vissute? Tutte queste sono prerogative umane o le possiedono anche altre specie? Di fatto, le scoperte più recenti sul comportamento animale costringono a riflettere sulla nostra presunta unicità e superiorità. Orche che imparano la lingua dei delfini, cani che capiscono le nostre emozioni dall&#8217;espressione del viso, piccioni che riconoscono le regole ortografiche: gli animali riescono a pensare, pianificare e comunicare, usare strumenti, provare compassione, immaginare il futuro. Alcuni hanno persino una coscienza dell&#8217;ego. Incredibile? Eppure è vero! Studi recenti hanno dimostrato e continuano a dimostrare che gli animali hanno capacità straordinarie, considerate non più inferiori a quelle umane, bensì semplicemente diverse. Perché le balene conoscono le lingue straniere ti terrà con il fiato sospeso grazie alle sue favolose storie dal mondo degli animali, sempre collegate a scoperte scientifiche, sorprendenti e divertenti.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>51. SIAMO COSÌ INTELLIGENTI DA CAPIRE L’INTELLIGENZA DEGLI ANIMALI?</u></strong><br />Che cosa distingue la nostra mente da quella di un animale? Si potrebbe pensare alla capacità di progettare utensili o alla comprensione del passato, che ci inducono a considerare noi stessi come la specie più eminente del pianeta. In anni recenti, però, queste affermazioni sono state confutate da una rivoluzione nello studio della cognizione animale. Se consideriamo il modo in cui i polpi usano le noci di cocco per mimetizzarsi o la prodigiosa memoria di cui dà prova un giovane scimpanzé oggetto di studio all&#8217;Università di Kyoto, dobbiamo concludere che la capacità di ideare strumenti o di ricordare il passato non sono caratteristiche esclusivamente umane. Frans de Waal, che in questo ambito di studi non ha rivali al mondo, riporta qui ricerche condotte sulle più varie specie, dai delfini alle pecore, dalle vespe ai pipistrelli, per mostrare quanto sia vasta l&#8217;intelligenza degli animali e quanto noi siamo stati sciocchi a sottovalutarne le capacità così a lungo.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u>52. SETTE ESPERIMENTI PER CAMBIARE IL MONDO</u></strong><br />Il vostro cane capisce veramente quando state tornando a casa? In che modo i piccioni viaggiatori ritrovano la strada? Le costanti fondamentali dell&#8217;universo possono cambiare? L&#8217;aspettativa nei confronti di un esperimento scientifico può alterarne i risultati? Se gli Scettici (come in questo libro vengono definiti, con tanto di S maiuscola) si oppongono ad ogni tentativo di analisi della scienza che esca dai canoni prescritti, asserendo che non è possibile convalidare le ipotesi con gli esperimenti, Sheldrake ne propone ben sette, per altrettanti fenomeni. Con un linguaggio estremamente semplice, il biochimico e filosofo della scienza spiega, passo dopo passo, in che modo i sette esperimenti possano essere effettuati, forte della certezza che la ricerca scientifica non sia un campo d&#8217;azione riservato solo agli addetti ai lavori, bensì un&#8217;area aperta anche ai dilettanti. Ma in che modo sette semplici esperimenti alla portata di tutti possono cambiare il mondo?</p>
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<p dir="ltr"><u><strong><br />53. </strong></u><u><strong>DAL COMPORTAMENTO PREDATORIO ALLA RELAZIONE: OSSERVARE IL CANE DA PROSPETTIVE DIFFERENTI</strong></u><br />Un cane che corre dietro una pallina, uno che caccia le lucertole, un altro che mastica ripetutamente un giocattolo… Sono tutte scene molto comuni ma che, a volte, possono nascondere delle motivazioni diverse da quelle che normalmente ci si immagina. Come capire se un comportamento è espresso serenamente oppure nasconde una difficoltà individuale che implica l’impossibilità di scegliere altro? Questo libro prende in considerazione aspetti differenti riguardanti il cane come lo stress, la relazione con l’uomo, le dinamiche sociali e l’aggressività, tutti intrecciati tra loro mantenendo il focus sul comportamento predatorio, con l’obbiettivo di arrivare ad una conoscenza più profonda del cane nel rispetto della sua individualità.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u><br />54. DIARI DI CANILE<br /></u></strong>Le etichette, gli stereotipi, le emozioni fraintese. Uno sguardo al cane nel suo vissuto in canile, attraverso storie raccontate dagli stessi ospiti e analizzate a fondo per guidare alla comprensione di che cosa significa essere Cane oggi, in canile e fuori.</p>
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<p dir="ltr"><strong><u><br />55. I CANI, LA MIA VITA</u></strong><br />Sara Turetta ha avuto tutto dalla vita: una famiglia che la sostiene, un lavoro gratificante e un grande amore. <br />Ma quando viene a sapere del massacro dei cani randagi in Romania, non ci pensa due volte, molla tutto e parte per Bucarest: non sa ancora che quel viaggio le cambierà per sempre la vita.<br />La storia vera della donna che «salva i cani» in un Paese dall’anima devastata. <br />Leggendolo soffrirai, gioirai, perderai e vincerai con lei.</p>
<blockquote><p>«Un libro sugli abissi dell’animo umano, una descrizione dostoevskiana di cosa sia la forza d’animo». &#8211; Susanna Tamaro</p></blockquote>
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<p dir="ltr"><strong><u>56. SOdiCANE – CONFERENZA 2019</u></strong><br />Il fenomeno del randagismo ha mille sfaccettature e coinvolge moltissime persone, a vario titolo, lungo tutto lo Stivale. La maggior parte di queste persone si impegna moltissimo nel tentare di porre rimedio a qualcosa di grande e complesso. Molti, però, hanno anche la sensazione che qualunque cosa si faccia non porti concretamente da nessuna parte. Tante energie sono state spese negli ultimi 29 anni, da quando fu promulgata la Legge quadro 281/91, e le cose non sembrano andare per il meglio. Nuovi fenomeni si sono presentati sulla scena a complicare ancor più la situazione generale. Uno di questi, da cui prende il via questo testo, è quello del traffico di cani dal sud al nord Italia&#8230;Gli otto Relatori della conferenza &#8220;SOdiCANE&#8221; (Assago, 2019) – da cui è tratto questo testo – si spingono a riflessioni che vanno ben oltre l&#8217;aspetto sanitario e legislativo in merito alle tematiche che gravitano intorno al &#8220;randagismo&#8221;, spostando il focus dell&#8217;attenzione su una prospettiva più sociale.<br />I relatori: Luca Spennacchio – Gabriele Ferlisi – Raffaele Mantegazza – Sara TurettaElena Garoni – Davide Majocchi – David Morettini – Diana Letizia.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B088JNWXX5&amp;linkId=ad02a549e907019714ed5a1defee9c9f"></iframe></div>
<p dir="ltr"><u><strong>57. IL CANE INTELLIGENTE A MODO SUO<br /></strong></u>È il cane, il migliore amico dell&#8217;uomo, niente altro che un lupo degenerato? Vede di meno, sente di meno, ha un olfatto meno sviluppato del suo progenitore; oppure, hanno ragione i proprietari di cani quando affermano: &#8220;Il mio cane capisce ogni parola!?&#8221; Attraverso molte ricerche e test sorprendenti, le etologhe <strong>Juliane Kaminski</strong> e <strong>Juliane Bräuer </strong>dimostrano, in questo libro, che il cane non solo possiede una straordinaria capacità di comunicare con l&#8217;uomo ma ha anche delle abilità che fino ad oggi sono state riscontrate soltanto nei bambini piccoli. Una sagacia che, come invitano a fare le due autrici, ogni proprietario potrà verificare con il proprio cane ripetendo i test presenti nel libro.</p>
<div class="custom-html-block"><iframe style="width:120px;height:240px;" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" frameborder="0" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=lucaspennac0e-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8874131615&amp;linkId=e8112949b1f257fc4c2a3d2d66c6ad62"></iframe></div>
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		<title>SO DI CANE la conferenza del 13/14 Luglio 2019 &#8211; Assago (MI)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 11:09:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non è mai una cosa facile organizzare un evento con tanti relatori, coordinare tutti quanti è un lavoro complicato, soprattutto quando si tratta di relatori che vengono da tutta Italia, esperti in campi differenti, come in questo caso. Il 13 e 14 luglio ad Assago (MI) si terrà una conferenza sul tema del randagismo che [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">Non è mai una cosa facile organizzare un evento con tanti relatori, coordinare tutti quanti è un lavoro complicato, soprattutto quando si tratta di relatori che vengono da tutta Italia, esperti in campi differenti, come in questo caso.</p>
<p dir="auto"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2019/03/Enlight21.jpg" align="left" width="2321" height="2309" class="alignleft"> Il 13 e 14 luglio ad Assago (MI) si terrà una conferenza sul tema del randagismo che cercherà di mettere il focus su aspetti sociali più che legislativi e sanitari, aspetti che certo non verranno esclusi, ma forse di questi se ne è parlato già molto.<br />L’intenzione è quella di dare maggiori informazioni sul fenomeno, sulle possibilità di adottare strategie differenti dalle staffette e dalla reclusione in canile, quando possibile, dei cani provenienti dal sud Italia, di provare a pensare verso quale futuro prossimo vogliamo andare in merito alla relazione uomo-cane, eccetera. </p>
<p dir="auto">Ma andremo anche a sondare aspetti più squisitamente umani, quelli che ci muovono ad impegnare tante energie, a compiere sacrifici, ad investire i nostri soldi privatamente, per cercare di dare aiuto all’altro, che in tal caso è rappresentato dal cane.</p>
<p dir="auto">Nei due giorni si alterneranno sul palco non solo professionisti del mondo della cinofilia, ma anche persone autorevoli che hanno da raccontare le loro esperienze dirette di realtà in cui il rapporto uomo-cane è molto differente dal nostro, realtà in cui ancora vivono cani liberi: come vivono, quali pericoli corrono, come sono considerati dalla comunità, eccetera.</p>
<p dir="auto">Ecco qui il link per tutte le informazioni, dove trovate anche il modulo per l’iscrizione:<br /><a href="https://www.milanonatura.it/so-di-cane-13-e-14-luglio?fbclid=IwAR2imVPz9kdC3phQalxKmOmYc1RigZCQGeL2sGMGJRPJgDF2mmiun7Osxww" target="_blank">SO DI CANE &#8211; la conferenza</a></p>
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		<title>PIACERE DI CONOSCERTI di Elena Garoni</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 10:50:42 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto">La dottoressa Elena Garoni è un medico veterinario esperto di comportamento del cane e del gatto, ma non solo, è anche un istruttore cinofilo, un’esperta di canili e, non meno importante, una carissima amica e collega.<br />A gennaio di quest’anno è finalmente uscito il suo primo libro «<a href="https://amzn.to/2Vc3z79" target="_blank">PIACERE DI CONOSCERTI &#8211; Capire i cani con le motivazioni di razza</a>» (TEA Libri 2019) e da subito ha riscosso un grandissimo successo: primo in classifica nelle venditi su Amazon, mantiene ancora oggi il primato nella sua categoria, giunto in poche settimane alla terza edizione.<br />A quanto pare si sentiva proprio il bisogno di un testo del genere che parlasse in modo diretto e chiaro di come sia possibile comprendere il cane partendo dalle sue vocazioni, dai suoi desideri. Di fatto, le motivazioni, argomento molto affascinante, sono quelle cose che differenziano in modo chiaro una razza da un’altra, molto di più del colore del mantello e della taglia. In sostanza, la differenza tra una razza ed un’altra è soprattutto quello che c’è dentro, non quello che si vede fuori. Naturalmente il “fenotipo” (semplificandone il significato, l’aspetto del cane) ci da importanti indicazioni sulla possibilità che il soggetto in questione sia orientato ad esprimere maggiormente un certo set di motivazioni, ma poi l’osservazione e la conoscenza dell’individuo, del suo comportamento, della sua comunicazione, eccetera, ci potrà meglio chiarire queli siano le cose che lo rendono felice, che ama fare. E quelle che invece gli creano frustrazione e malessere in generale.<br />Ecco, finalmente, nel panorama letterario di settore, questo libro ci parla proprio di questo e ci aiuta a meglio comprendere il cane come specie, e il nostro cane come appartenente ad una classe di individui che hanno subito una certa pressione selettiva da parte degli allevatori specializzati nella sua razza d’appartenenza, anche qualora si trattasse si uno splendido incrocio.</p>
<p><div style="width: 2398px" class="wp-caption aligncenter"><img src="http://www.lucaspennacchio.it/wp-content/uploads/2019/02/IMG_0045.jpg" data-image-original-name="Elena-Garoni-con-la-sua-amica-inseparabile-Serbia.jpg" align="middle" width="2388" height="1333" class="aligncenter"><p class="wp-caption-text">Elena Garoni con la sua inseparabile amica Serbia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo al giorno d’oggi la scelta di acquistare/adottare un cane di una razza piuttosto che di un’altra è orientata da fattori molto superficiali, da parametri estetici o iconografici, ossia che legano quel cane alla moda del momento. Non c’è modo più sbagliato di scegliere il nostro compagno di vita che starà con noi – ci si augura – per circa 15 anni (le mode cambiano continuamente, tanto per dirne una). Le scelte inconsapevoli sono anche alla base di un tremendo fenomeno, quello che poi porta i canili italiani ad essere stracolmi (<a href="https://amzn.to/2BN2hbo" target="_blank">CANILE 3.0 Cani, persone e società di Luca Spennacchio</a>, 2016).<br />Detto ciò questo libro diviene un’importantissima lettura non solo per chi vuole saperne di più del proprio beniamino, ma anche – se non soprattutto, conoscendo Elena – per chi il cane non ce l’ha ancora e pensa di prenderne uno. Potrà capire, attraveso le pagine, quale cane potrebbe vivere meglio nel contesto peculiare della sua famiglia, con le sue abitudini e la sua <em>routine</em> quotidiana.</p>
<blockquote><p dir="ltr">Tutti noi cerchiamo la nostra personale via per la felicità, ed è probabile che ci avvicineremo a ottenerla se metteremo d’accordo le nostre aspirazioni, ciò che siamo davvero e ciò che gli altri desiderano per noi. Quando queste tre condizioni collimano – ciò che siamo, ciò che vorremmo essere e ciò che dovremmo essere – si realizza la coesione del sé.</p>
<p><em>Garoni, Elena. Piacere di conoscerti (Italian Edition) . Tea. Edizione del Kindle.</em></p>
</blockquote>
<p dir="ltr">Il libro è disponibile in tutte le librerie e su Amazon sia in forma cartacea (<a href="https://amzn.to/2Vc3z79" target="_blank">qui</a>) che in formato eBook Kindle.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.lucaspennacchio.it/2019/02/piacere-di-conoscerti-di-elena-garoni/">PIACERE DI CONOSCERTI di Elena Garoni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.lucaspennacchio.it">Luca Spennacchio</a>.</p>
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